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mercoledì 21 ottobre 2015

La nascita di Merlino


Misteri e meraviglie si celano a Roma ho udito raccontare e ne parla pure il libro delle Mirabilia Urbis che in una torre segreta è conservato, dai principi e dai baroni, lo specchio magico che Merlino, il Mago, costruì e incantò, rendendolo potente.
Nello specchio non vi riverbera ciò che sta di fronte ma ciò che sta lontano... Se i nemici di Roma si accalcano alle frontiere, nello specchio incantato se ne vedono le insegne, il brulicare delle armi.
Così principi e baroni possono correre ai ripari e difende la città eterna dai molti potenti nemici.
Ed oggi, Merlino, il Savio incantatore non è morto ma dorme, dorme nella sua prigione d'aria nella foresta di Brocelandia.
Ma egli quando ancora non era legato dai mille lacci invisibili di Viviana venne fino a Roma la Grande....ma egli è ancora legato nella sua prigione d'aria.
Egli è schiavo della voce di Viviana l'incantatrice, Merlino prima di giacere nella prigione d'aria lasciò la foresta e venne a Roma.
Qui regnava un potente imperatore savio, valente e giusto.
Roma era tutta d'oro.
Roma invitta, eterna e beata, origine delle leggi e delle armi, principio di sovranità, maestra del mondo, clemente e umana con i nemici, punitrice inesorabile dei malvagi.
L'Urbe allora, quando la visitò Merlino l'incantatore, splendeva di templi e di palazzi.
Il più eminente era il Palatino dove Giano stesso, il dio delle due fronti, costruì il palazzo Maggiore
Era un castello a pianta rotonda con 50 torri ornate di porfido e di marmi rari. 
Era fatto di 50 padiglioni le mura erano alte 60 braccia.
Nel centro vi era un lago largo e profondo dove vivevano tutti i tipi di pesci del mondo.
Le strade intorno portavano intagliate dei marmi del muro le storie di Enea e della sua stirpe.
Il Palazzo Maggiore aveva dieci entrate con altissime porte di bronzo lavorato.
Tra i padiglioni di alabastro c'era un grande giardino colmo di piante rare e di fonti che zampillavano con dolci acque.
Ora tutto è silenzio e polvere, i muri sono crollati, le porte divelte, le 50 torri giacciono diroccate, tane di corvi e rapaci.
Ma un tempo i superbi imperatori comandavano sui mari e sulle terre....
Merlino il saggio incantatore ebbe una nascita meravigliosa.
Sua madre era nota alle genti come la pulsella che fu ingannata dal diavolo.
Tanto era bella la madre di Merlino, tanto splendente nei suoi 16 anni che l'Antico Nemico dell'uomo, vagando per i campi e boschi di Bretagna se ne innamorò
Nascose allora, il demonio, le sue ali di tenebra e parlò ad una vecchia: "va dalla pulzella e spiegale come sia triste vivere e non conoscere le gioie dell'amore".
La vecchia obbedì e la fanciulla pensò davvero che la sua vita sprecata: ella non aveva né madre né padre, nessuno pensava a darle marito.
Quella notte la fanciulla si mise davanti allo specchio, sciolse le sue sette trecce d'oro, si tolse gli abiti e contemplò il suo corpo, dallo specchio il Demonio spiava.
La fanciulla sentì il suo gelido respiro e ne ebbe paura.
L'indomani raccontò tutto al confessore, il valent'uomo le disse di  non dormire mai senza una piccola luce che brilli tutta la notte.
Così fece la fanciulla, ma una notte un soffio freddo spense la luce ed  ella era troppo stanca e triste per accendere il lume di nuovo.
Allora il demonio la possedette ed ella rimase gravita. Eppure era vergine nessun uomo l'avevo toccata.
Quando il Signore di quei luoghi se ne accorse, ordinò che la donna, la quale non voleva rivelare il nome dell'uomo che l'aveva resa incinta, fosse chiusa in una torre e dopo la nascita del figlio fosse bruciata viva.
Così erano le leggi di quei luoghi a quel tempo.
Il bimbo nacque e a tre mesi sembrava grande come a tre anni, la madre lo allattava e lo baciava piangendo: "Bel figlio d'oro, avrò la morte a causa tua e pure non l'ho meritato perché mai conobbi uomo! Ma chi può credere la vertià".
A queste parole il bimbetto la guardò e ridendo le rispose: "tu non morrai a causa mia".
La madre rimase esterrefatta a sentir parlare un bimbo di 3 mesi le altre due donne poi scapparono strillando pensando un maleficio potente.
La cosa fece grande scalpore.
Quando il giudice chiamò la madre per giudicarla, la donna portò con sé il lattante che parlava, Merlino il bimbo profetico, quando il giudice condannò la madre ad essere bruciata viva per adulterio Merlino lattante gridò: "non sarà arsa tanto presto! Io conosco mio padre meglio di te giudice! Se si condannassero tutte le adultere, vostra madre correrebbe un bel rischio, davvero giudice!".
Merlino rivelò l'adulterio della madre del giudice e di tante altre belle signore, le quali confessarono.
Cosi la madre fu salva e il bimbo crebbe sano e veggente.
Fu per suo consiglio che Artú fondò la Tavola Rotonda per ritrovare il Santo Graal, si deve a Merlino se i cavalieri errarono per il mondo alla ricerca del Santo Graal perduto, e si deve a lui, se la mistica ricerca fu felicemente conclusa da Parsifal il puro folle.
Il Santo Graal era conservato in una rocca segreta difeso solo da pochi uomini al comando di un re mutilato.
Il Santo Graal stava così per disperdersi ma Merlino guidò i passi dei cavalieri e salvò il Santo Graal o almeno il suo ricordo.
Per questo Satana, che invece lo aveva generato per i suoi comandi, volle fermarlo e inviò a lui Viviana la maga dai capelli rossi nella foresta di Brocelandia.
Viviana apparve a Merlino l'incantatore e fu subito preso d'amore per la bella.
...Ella lo legò nella prigione d'aria dove Merlino ora si trova ancora....
Tratto da "Storie e luoghi segreti a Roma" di Cecilia Gatto Trocchi

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