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venerdì 9 febbraio 2018

Gli orologi ad acqua e fuoco

Sembra che i caldei o gli Egizi abbiano inventato l'orologio ad acqua: qui l'acqua scorre da un contenitore posto in alto in uno posto in basso, contrassegnato da indicatori graduali.
L'orologio ad acqua era diffuso già nell'antichità classica.
Intorno al 100 a.C. ne fu eretto uno al mercato di Atene per indicare ufficialmente il tempo.
Ad Atene e a Roma si usavano orologi ad acqua nel foro, per limitare il tempo concesso per parlare.
In Europa e in Asia Minore furono usati orologi ad acqua nel Medioevo.
Le clessidre, basate sullo stesso principio, erano meno esatte, e il loro uso iniziò dopo il 1400.
Il fuoco era, accanto all'acqua, un simbolo di energia cosmica usato anch'esso per la misurazione del tempo.
L'arabo Al-Yazari, nel suo trattato del 1206 d.C., descrive un orologio a fuoco: una candela che bruciava per tredici ore.
C'erano tredici piccole sfere, poste in altrettante cavità, che, raggiunte dalla fiamma della candela, cadevano, mettendo in movimento una piccola figura, che smorzava lo stoppino.
La misura del tempo mediante il fuoco era particolarmente usata dai Cinesi: si distribuiva una polvere infiammabile in un labirinto quadrato o rotondo e la si accendeva a un'estremità, così che bruciasse come una miccia.
Al centro erano poste spesso espressioni come "lunga vita" o "doppia fortuna" e persino sassolini, che cadevano quando venivano raggiunti da fuoco, fungendo da sveglia.
Tratto da "Psiche e materia" di Marie Louise von Franz

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