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lunedì 24 luglio 2017

Microcosmo, Macrocosmo e il "grande numero"

Il grande numero, ossia le masse e il loro potere opprimente,  ci appaiono quotidianamente in una forma o nell'altra, solo che si leggano i giornali e veniamo a tal punto indottrinati sulla mancanza d'importanza dell'individuo, che esso perderà ogni speranza di trovare ancora ascolto.
Gli ideali di libertà, eguaglianza e fraternità, consunti fino a diventare una frase vuota, non gli danno nessun aiuto, poiché egli non può indirizzare il suo appello che ai suoi carnefici, ai rappresentanti della massa.
Contro la massa organizzata può resistere soltanto chi è organizzato nella sua individualità altrettanto bene di come è organizzata la massa.
L'uomo d'oggi ha perduto da lungo tempo la soccorrevole concezione medievale per cui egli è un microcosmo, quasi un'immagine rimpicciolita del grande cosmo, benché l'esistenza della sua psiche che abbraccia e condiziona tutto il mondo dovrebbe farlo riflettere.
Quale essere psichico, non solo egli porta instillato nel suo interno il concetto del macrocosmo, ma se lo ricrea incessantemente e in modo sempre più ampio.
Egli ha in sé una corrispondenza col grande mondo, sia grazie alla sua attività cosciente riflessiva, sia grazie alla sua natura istintiva, ereditaria e a archetipica che lo collega al mondo che lo circonda.
In conseguenza dei suoi impulsi egli non è soltanto legato al macrocosmo, ma in certo senso dilaniato, poiché le sue brame lo spingono verso le mete più diverse
In tal modo egli cade in continua contraddizione con sé stesso e solo assai di rado sa dare alla sua vita uno scopo unitario, pagando anche ciò, di solito, con una costosa rimozione di altri lati del suo essere.
Tratto da "Realtà dell'anima" di C.G.Jung

venerdì 21 luglio 2017

Il fenomeno dell'immigrazione di massa e il piano Kalergi


Uno dei più grandi ostacoli alla massificazione che è un processo già in corso è la vecchia Europa, con i suoi nazionalismi, i suoi gruppi etnici e la sua cultura millenaria ben radicata in tutta la popolazione.
Per tale motivo, il fenomeno europeo dell'immigrazione di massa provocato dalle cosiddette "rivoluzioni colorate" viene sfruttato dall'élite per modificare i gruppi etnici e sradicare le culture locali mediante l'invasione fisica di nuovi popoli provenienti dall'Africa e dall'Asia.
Questo programma per il mescolamento forzato delle antiche razze europee con quelle afroasiatiche ha lo scopo di creare un unico pappone multietnico privo di carattere e di qualsiasi valore di riferimento originario.
La contorta dottrina Kalergi esalta la purezza della stirpe della grande finanza destinata a dominare le nazioni e nello stesso tempo inneggia all'eliminazione di ogni differenza nei popoli per creare un meticciato dal  carattere docile come quello dell'antico popolo egizio, governati dai faraoni; "l'uomo del lontano futuro sarà un meticcio....la razza del futuro, negroide-eurasiatica, simile in aspetto a quella dell'Egitto antico, rimpiazzerà la molteplicità dei popoli con una molteplicità di personalità...nei meticci si uniscono spesso mancanza carattere, assenza di scrupoli, debolezza di volontà, instabilità, mancanza di rispetto, infedeltà con obbiettività, versatilità e agilità mentale, assenza di pregiudizi e ampiezza di orizzonti.
Nel 2000 uno studio dell'ONU ha introdotto ufficialmente il concetto di "immigrazione di rimpiazzo" che propone di sostituire buona parte della popolazione europea con gli immigrati come soluzione al calo delle nascite e al conseguente crollo del sistema pensionistico.
I mass media e istituzioni sostengono che è necessario accogliere milioni di immigrati per aiutare interi popoli in fuga, ...la realtà è molto meno romantica e filantropica...basta vedere come le grandi organizzazioni umanitarie e gli istituti finanziari internazionali hanno trattato e continuano a trattare il Terzo Mondo.
Quest'ultimo non ha mai ottenuto lo sviluppo economico promesso ma è diventato ancora più povero... la spiegazione è semplice: i popoli in via di sviluppo abitano sui continenti più ricchi del mondo per quanto concerne la disponibilità di materie prime preziose (diamanti, oro, petrolio, acciaio, legname ecc...) molto ambite dalle corporation e quindi gli "aiuti finanziari" in realtà vengono utilizzati come mezzo per occultare il gigantesco business del loro sfruttamento.
Tratto da "Evoluzione non autorizzata" di Marco Pizzuti

lunedì 17 luglio 2017

Il bioscanner


Da alcuni anni esiste una tecnologia potenzialmente in grado di diagnosticare qualsiasi patologia senza bisogno di esami invasivi, come i prelievi del sangue o la biopsia.
Sfruttando il principio di risonanza elettromagnetica delle frequenze radio sui tessuti biologici.
Si tratta del bioscanner chiamato commercialmente TRIMprob (TissueResonanceInteractionMethod probe) registrato come "sistema elettromagneticale per la diagnostica non invasiva" e iscritto nel Repertorio dei dispositivi medici del Servizio sanitario italiano.
Il sistema si basa sulla scoperta del fatto che i tessuti biologici alterati presentano caratteristiche energetiche differenti da quelli sani: i tessuti normali hanno una capacità elettrica più bassa, quelli infiammati più elevata, quelli tumorali ancora maggiore.
Il bioscanner non è invasivo, è rapido, indolore e non provoca disagi al paziente.
L'esame può essere ripetuto infinite volte senza alcun rischio e ha una precisione diagnostica del 70 per cento, che può arrivare fino al 100 per cento se usato da personale esperto.
Non servono mezzi di contrasto radioattivi, lastre fotografiche o altro materiale, il cui costo è significativo nel bilancio della sanità.
Al momento il prezzo è di circa 43.000 euro contro i 3 o 4 milioni di euro della RMN, un milione e mezzo per la TAC ecc...
Il nuovo dispositivo è già entrato in servizio presso una cinquantina di strutture su circa duemila esistenti; tra queste il Sant'Andrea e il policlinico Umberto I di Roma.
Una ventina di bioscanner sono stati venduti anche in Francia, Belgio, Svezia, Brasile, Malesia, Iran, Giappone e Turchia.
Tratto da "Evoluzione non autorizzata" di Marco Pizzuti

venerdì 14 luglio 2017

Pietre che cantano


Pietre che cantano e il titolo del saggio in cui M. Schneider ha raccontato i suoi studi intorno a tre chiostri romanici catalani.
La tesi è che la successione delle colonne e i relativi rilievi dei capitelli obbediscono a un ritmo globale consapevolmente perseguito, in senso strettamente musicale.
La concezione del suono come fenomeno generatore primordiale ha portato a quella dell'armonia delle sfere celesti, già propugnata da Pitagora e Platone e dottrina comune nel Medioevo, a quella dei cori angelici e in generale all'apparentamento della musica all'astronomia, "in quanto la disposizione delle stelle, il transito dei pianeti e i movimenti di tutti i corpi cosmici appaiono regolati secondo proporzioni e tensioni che rappresentano una delle manifestazioni prime dell'evento ritmico originario e a questo riconducono" (I simboli e il rito di Carmagnola)
Nell'antica cultura indiana a ogni nota musicale viene fatto corrispondere un animale:
Re = pavone
Mi = toro
Fa =capra
Sol = gru
La = uccello
Si = cavallo
Do = elefante 

Dove le note occidentali corrispondono alle sillabe usate in sanscrito per definirle.
M. Schneider ha dimostrato che la rispondenza tra suono e animali e in generale il tentativo di rappresentare il suono in forma plastica è applicabile anche alla scultura del Medioevo europeo per esempio i capitelli dei chiostri da lui analizzati rappresenterebbero addirittura intere serie di note.
La scultura si rivela depositaria di una sapienza che va al di là del fine decorativo o genericamente narrativo.
Nella percezione generale della cattedrale non va sottolineata la componente del suono e del ritmo.
"Ci siamo abituati a un'arte che ignora il suono" scrive Schneider "e spesso, per esempio alla vista di doccioni gotici, non pensiamo affatto che essi in realtà sono vivificati soltanto dallo scrosciar della pioggia"
Tratto da "Le Cattedrali del mistero"

lunedì 10 luglio 2017

La frequenza vibratoria di ogni cosa


"Se puoi scoprire i segreti dell'universo, devi pensare in termini di energia, vibrazione e frequenza"
Nikola Tesla
Tutti i componenti fisici dell'universo, dagli atomi alle particelle, possiedono una specifica frequenza vibratoria a cui corrisponde un determinato stato materiale.
L'essere umano può concepire solo una ristrettissima gamma di queste frequenze, poiché il livello di ricettività dei nostri cinque sensi è molto inferiore a quello della maggior parte delle altre specie.
In pratica è come se ciascuna specie vivente della Terra abitasse un mondo diverso,  poiché il modo in cui gli appare è determinato dai suoi organi sensoriali.
L'essere umano ha finestre molto piccole a parte sull'incommensurabile gamma dell'oceano delle radiazioni, dal momento che l'occhio e l'orecchio ce ne rivelano direttamente solo qualche ottava.
Oltre a non poter percepire tutto l'universo fisico nel suo insieme, i sensi umani ne alterano enormemente tutte le caratteristiche fondamentali.
Ogni entità fisica vibra in quanto la materia (un concentrato di energia "intrappolato" nel campo di forza degli atomi e dei loro nuclei) e l'energia hanno natura oscillatoria e quindi tutto ciò con cui veniamo in contatto si manifesta originariamente sotto forma di un "urto tra masse o energie in movimento".
I suoni così come li conosciamo sono solo delle illusioni generate dal nostro apparato sensoriale, poiché la loro vera natura è quella di vibrazioni che si spostano meccanicamente attraverso l'aria esattamente come le onde del mare attraversano l'acqua.
Una volta captate dai padiglioni auricolari, le onde sonore vengono convogliate verso il timpano, un trasduttore biologico hi-tech di madre natura, che trasforma le vibrazioni meccaniche in impulsi elettrici.
Questi ultimi vengono così incanalati nel nervo uditivo dove avviene la loro rielaborazione in suoni.
Ciò significa che tutti i moti vibratori captati dai nostri cinque sensi vengono tradotti in impulsi elettrici dal nostro sistema nervoso, che li trasmette al cervello sotto forma di onde elettromagnetiche, per essere riformulate nel modo in cui siamo abituati a percepirle.
Le fibre nervose hanno la stessa identica struttura interna di un cavo elettrico creato dall'uomo.
Tutte le funzioni vitali delle cellule e degli organi degli esseri viventi sono regolate da flussi elettrici.
Le interazioni fra le ossa dello scheletro, l'attività muscolare e quella nervosa, il flusso ematico e dei liquidi organici in genere, i processi di combustione del metabolismo, le funzioni ormonali e ogni altra, sono tutte di origine elettromagnetica.
Dallo studio dell'anatomia umana si può così concludere che il "motore" di ogni funzione e di ogni attività fisiologica degli esseri viventi si trova nelle medesime forze elettromagnetiche che animano i robot, i computer e l'universo stesso.
La percezione dei suoni, delle immagini, degli odori e dei sapori, esistono solo come prodotti del nostro campo elettromagnetico cerebrale.
Tratto da "Evoluzione non autorizzata" di Marco Pizzuti

venerdì 7 luglio 2017

Le cellule staminali


La scoperta delle cellule staminali ha consentito la creazione in laboratorio di nuovi organi perfettamente compatibili con l'organismo a cui sono destinati.
Grazie a esse è possibile ricostruire tessuti o interi organi, sostituendo quelli malati o gravemente compromessi da traumi e patologie.
Le cellule staminali vengono definite anche "cellule bambine", poiché ogni cellula, prima di divenire adulta e specializzarsi, passa uno "stadio staminale" in cui non è ancora indifferenziata.
Sebbene la loro  scoperta risalga agli anni '60, sono state isolate solo nel 1981
La tecnologia che ne consente la manipolazione per fini terapeutici è invece molto più recente e ancora da perfezionare: al momento è possibile ricreare per intero solo gli organi del corpo umano più semplici come la vescica, o singole parti di organi complessi come la retina dell'occhio.
Lo studio approfondito di queste cellule così preziose per la salute ha poi condotto gli scienziati a comprendere anche i processi che consentono alle cellule di venire totalmente riprogrammate.
Il ricercatore Shinya Yamanaka dell'università di Kyoto ha inventato la tecnica denominata IPS che permette alle cellule adulte differenziate di regredire nel proprio sviluppo fino a tornare a essere delle giovani cellule staminali  pluripotenti indifferenziate.
Le cellule  vengono riprogrammate con informazioni chimiche, proprio come se si trattasse di "resettare" il sistema operativo di un microcomputer attraverso la procedura di backup.
Tratto da "Evoluzione non autorizzata" di Marco Pizzuti

lunedì 3 luglio 2017

Simbologia animale nelle cattedrali


Innanzi tutto viene applicata una classificazione generale della fauna secondo i quattro elementi: all'acqua gli animali acquatici e gli anfibi, alla terra i rettili, all'aria gli uccelli e al fuoco i mammiferi per il loro sangue caldo.
Alcuni simboli animali vengono usati alla base dei pilastri delle colonne delle cattedrali.
Se si accoglie la tesi per cui gli animali rappresentano "l'infraumano istintivo"  (Jung), la loro collocazione alla base (terra) dei pilastri di alcune cattedrali potrebbe indicare la necessità per l'uomo di elevarsi dall'anima alla piena esplicazione delle sue potenzialità spirituali.
Con particolare frequenza (tra i simboli animali più utilizzati nell'arte sacra) appaiono;
Il pavone, simbolo di immortalità;
L'aquila, emblema solare per eccellenza (Dante nel Paradiso la definisce "l'uccel di Dio);
L'agnello, animale sacrificale, che rappresenta il rinnovamento periodico della vita;
L'ariete, l'ardore creatore, da cui prende inizio la ruota dello Zodiaco;
La lepre, con un significato oscillante tra quello della lussuria e quello della fecondità;
Il maiale, simbolo di impurità;
La salamandra, strettamente collegata al fuoco;
Le api, connesse alla diligenza e all'eloquenza (messaggere degli dèi);
La colomba, associata all'anima e simbolo specifico dello Spirito Santo;
Il gallo, emblema della resurrezione e simbolo della virtù della vigilanza.
Di altri animali la simbologia è più complessa perché si modifica in rapporto al modo in cui sono rappresentati o si connette direttamente a quella zodiacale.

Nel caso del leone valgono l'una e l'altra cosa.
Segno potentemente solare, ha a che fare con l'oro, il sole sotterraneo.
Il leone può essere rappresentato domato da un eroe e in questo caso è l'eroe che acquisisce l'energia virile dell'animale.
Se invece è il leone ad affrontare la lotta con il toro, il tema diventa quello del conflitto della luce con le tenebre.
Due leoni affiancati denunciano il bisogno di ordine e di equilibrio.
Il leone è anche un simbolo tetramorfo, con l'aquila, il bue e l'uomo alato o angelo.
I quattro simboli corrispondo rispettivamente Marco, Giovanni, Luca e Matteo gli autori dei vangeli canonici.
Un cenno particolare meritano l'asino e il bue, così familiari nell'iconografia cristiana della nascita di Gesù.
In questo contesto l'asino è simbolo di tenacia, pazienza e semplicità mentre il bue (ciò è il toro privato dell'istintiva virilità) rappresenta la canalizzazione degli istinti in una massa energetica controllabile.

Tanto l'asino quanto il bue hanno a che vedere con il culto di Iside.
Del Toro alato, simbolo del Vangelo di Luca, le ali permettono di levarsi da terra verso il cielo e fanno slittare la simbologia del toro in quella del bue nel quale mediante la castrazione l'energia può essere controllata e canalizzata.

Tratto da "Le Cattedrali del mistero" Atlanti della Leggenda