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lunedì 3 ottobre 2016

Oggetti simbolici del Vate: la salamandra, il serpente e la tartaruga


D'Annunzio fu, per tutta la vita, in bilico "tra il poema da vivere e il poema da cantare" e impresse il suo particolare stile a tutte le sue dimore vissute o letterariamente inventate.
In tutte le sue case, in particolare quella in toscana, la rovinosa passione per il superfluo si rivelò soprattutto nella contaminazione dell'arredo fra sacro e profano: stole, borse da calice di broccati rossi e verdi nella camera da letto; opere di Beethoven rilegate come libri di preghiera nella Stanza di musica; il rivestimento dello studio con legni di un coro e ai lati del camino due leggii  già in Santa Maria Novella; e ovunque, sulle mensole, cibori, calici, incensieri, turiboli, reliquiari, suppellettili sacre.
Tutto, pure nella Priora, ha un preciso significato; D'Annunzio stesso si dichiarò grande tappezzerie, rivendicando il senso particolare del gusto, la visione chiara dell'armonia.
La disposizione degli oggetti e dei ninnoli che occupano le stanze del Vittoriale furono opera dello stesso D'Annunzio il quale, oltre ai significati simbolici amò aggiungerne di scherzosi o leggermente licenziosi, narrati per divertimento degli ospiti.
Sono almeno tre le figure simboliche più pertinenti alla vita fisica e spirituale di Gabriele D'Annunzio e che si ritrovano nelle varie stanze della Priora: quella della salamandra, del serpente e della tartaruga.

La salamandra - scrisse suo figlio - "figurazione della deità del Fuoco fu per lui una minore divinità domestica tra le adorne pareti della sua casa ed ebbe culto tra gli alari del grande camino al pianterreno della Capponcina.
La ragione dell'attaccamento di mio padre a questo simbolo sta nel fatto ch'egli soffriva molto il freddo"
Il serpente "la cui testa saldandosi con la coda forma come una corono ... vuol significare la perpetua vicenda della vita,  così 

diversa e alterna e che si rinnova e dura in un fluire ininterrotto di generazioni e di eventi .... Questo simbolo è integrato dalla costellazione delle Pleiadi che s'inquadrano come proiettate su uno sfondo di cielo limitato dal cerchio del serpente. .... 'pleiade' corrisponde al numero di 7 che è l'indice della perfezione nei dogmi della magia ..... le Pleiadi derivano il nome dalle figlie di Atlante che furono nel mito trasformate in stelle e .... la costellazione cui dettero origine appare all'orizzonte nel giorno del Solstizio come  [annunciatrice] dell'estate ed è dagli agricoltori ritenuta fausta nell'imminenza dei raccolti. ... Questo simbolo del serpente con le sette stelle costituì il fregio che orna il centro della bandiera della Reggenza Italiana del Carnaro.
Completa il simbolo il motto 'Quis contra nos?' come richiamo alla invincibilità delle forze dello Spirito".
La tartaruga è forse nel tempo l'ultimo simbolo dannunziano da cui il poeta trasse il motto "intra me maneo" inteso "come sintesi del cosciente orgoglio di chi, avendo superato con l'opera sua ogni limite umano, non può dagli uomini essere giudicato e tanto meno offeso.
Per questo ebbe il culto in quel recesso del Vittoriale che .... chiamò 'Schifamondo'".
Il figlio Mario osservò acutamente che nella "fede di questo simbolismo c'è senza dubbio una parte di artifizio, ma c'è pure un non rivelato senso interiore che, attraverso la suggestione, può condurre un uomo a manifestazioni che confinano con la magia".
Tratto da " D'Annunzio e l'occulto" di Attilio Mazza

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