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giovedì 10 settembre 2015

La leggenda di papa Silvestro II


Nella navata destra della Basilica Lateranense si può vedere il sepolcro di papa Silvestro II .
Un'antica iscrizione attesta una misteriosa caratteristica del primitivo cenotafio del pontefice:  esso trasudava acqua e quando era imminente la morte di un papa l'acqua si faceva così abbondante da formare un piccolo rigagnolo e si udiva un sinistro scricchiolio d'ossa.
Papa Silvestro era ritenuto mago e indovino.
La sua leggenda fu una delle più diffuse nel Medioevo si racconta che il papa era in gioventù un umile monaco tedesco studiosissimo di musica di, logica, di matematica, di astronomia. Era anche un abile artigiano e costruì un organo i cui mantici erano azionati da acqua bollente.
Il monaco che aveva girato il mondo aveva imparato dai Saraceni a comprendere il linguaggio degli uccelli e interpretarne il volo.
Questo monaco poi diventato Papa sapeva suscitare i fantasmi dall'inferno.
Si narrava ancora che gli avesse tenuto in casa sua un misterioso saraceno che possedeva il Libro del Comando.
IL monaco era riuscito a prendere il libro e ad impossessarsi di tutti i segreti di magia.
Il saraceno l'aveva inseguito leggendo il suo cammino nelle stelle ma il futuro papà l'aveva disorientato seguendo le voci degli uccelli.
Con l'aiuto della magia l'umile monaco era diventato papa.
Stanco di tante stregonerie Silvestro aveva chiesto a un demone suo amico l'ora il luogo della propria morte: "non devi temere nulla morirai solo se toccherai la terra di Gerusalemme" aveva disposto il demone ghignando. Silvestro credette che la sua fine fosse lontana ma aveva interpretato male il responso e andò a dire messa nella chiesa di Santa Croce in Gerusalemme calpestando così la terra portata dalla Palestina e posta sotto l'altare.
Papa Silvestro segnò così la propria fine.
Sentendosi morire chiese perdono a Dio dei suoi peccati e le sue pratiche occulte, per somma penitenza si fece tagliare le mani e la lingua con le quali aveva offeso Dio sacrificando al Maligno.
Poi i suoi miseri resti furono messi su di un carro non guidato da alcuno perché fossero sepolti nel luogo in cui li avrebbero condotti gli animali.
I buoi portarono il corpo in Laterano e si fermarono di fronte alla Basilica forse in segno del perdono divino.
La tomba di papa Silvestro cominciò a sudare acqua e a compiere altri prodigi.
Secoli più tardi nel 1648 si aprì l'arca marmorea di Silvestro II: il Papa mago vi giaceva intatto con la tiara in capo e le vesti da pontefice.
Al contatto dell'aria il corpo intero si risolse in polvere.
Tratto da "Storie e luoghi segreti di Roma" di Cecilia Gatto Trocchi

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