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lunedì 7 dicembre 2015

Un albero sacro al posto di S.Pietro


Dove sorge oggi il massimo tempio della cristianità sorgeva circa 3.000 anni fa un villaggio etrusco dipendente da Veio, chiamato Vaticanum.
Plinio lo ricorda per un'elce secolare che recava una targa di bronzo con una misteriosa iscrizione etrusca.
Ciò conferiva all'albero una virtù magica: presso il suo tronco si leggevano le sorti.
Il terreno era acquitrinoso e malsano; al tempo di Marziale fu bonificato per la creazione di un circo per il quale venne trasportato da Eliopoli l'obelisco che oggi sta nel centro della piazza che nel Medio Evo veniva designato come "spina di S.Pietro" .
Intorno al circo si stendevano orti e giardini che arrivavano fino alla riva del Tevere. Nerone ne possedeva un vasto appezzamento e lì fece martirizzare molti cristiani.
Tra le tombe quella ritenuta di S.Pietro era segnata da un piccolo oratorio. Costantino volle innalzare là la prima basilica cristiana che fu consacrata da papa Silvestro nel 326.
La basilica si empì di tabernacoli nel corso del tempo e traboccava di reliquie le quali altro non erano che pie e innocenti mistificazioni.
I secoli lasciarono tracce cospicue nella basilica che era stata ornata dal gusto bizantino, dalle decorazioni romaniche, dalle guglie gotiche, dagli affreschi trecenteschi e quattrocenteschi.
Giulio II volle una chiesa tutta nuova che esprimesse l'unità e la potenza della Chiesa.
Il Bramante, detto "Mastro Ruinante", fece pulizia dei tabernacoli gotici. Ma il progetto della chiesa fu fatto e disfatto innumerevoli volte.
Michelangelo, nominato maestro della fabbrica di S.Pietro, impose un suo progetto a croce greca sormontata dalla grande cupola.
Nata dalla sovrapposizione di molte mani la chiesa preserva intatto il suo fascino e il suo mistero.
Tratto da "Storie e luoghi segreti di Roma" di Cecilia Gatto Trocchi

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