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venerdì 2 settembre 2016

La tesi principale di Rudolf Steiner


Secondo Steiner l'essere  umano è formato da quattro "corpi".
Quello fisico è animato dal corpo etereo, visibile ai chiaroveggenti che lo chiamano "aura".
Vi è poi il "corpo astrale", il quale secondo gli occultisti, può uscire dal corpo fisico in talune condizioni.
Al di sopra di tutto questo vi è  l'ego, il principio dell'individuo.
L'uomo ha sviluppato lentamente questi corpi, uno per uno, in lunghi periodi di tempo.
È la sola creatura sulla terra che possiede l'ego col quale coordina gli altri tre corpi.
Lavorando su questi tre corpi inferiori può crearne tre superiori: una coscienza spirituale, un corpo spirituale, un'anima estrema che gli indù chiamano "atman", la cui natura è identica a quella di Dio.
Questi principi si collegano a una fantastoria di lungo periodo, nel quale si sarebbero sviluppati questi seguenti "corpi" :
L'uomo cominciò a evolversi attorno a una specie di "primitiva nebulosa".
Mentre i corpi aumentavano gradualmente di densità, gli uomini persero il loro potere di plasmarsi e cominciarono a divenire schiavi della materia.
Con l'evoluzione degli uomini in lemuriani si svilupparono le passioni violente,  perché la materia condizionava l'uomo più velocemente di quanto gli occorresse per imparare a controllarla.
I suoi desideri malvagi crearono volente forze naturali, le quali distrussero Lemuria.
Atlantide esisteva già.
Gli atlantidi sono stati i nostri antenati.
Poiché la nostra razza (la quinta) aveva perso i suoi poteri naturali di chiaroveggenza, abbiamo dovuto sviluppare alcune qualità alternative.
Abbiamo quindi sviluppato la forza della ragione.
La prima sottorazza (della quinta razza), gli indiani, erano essenzialmente "spirituali".
La seconda, i persiani, accettavano la materia e per loro la vita era una battaglia tra la materia e lo spirito, nella quale lo spirito era il bene e la materia il male.
La successiva sottorazza, gli egiziani-caldei-babilonesi, si avvicinò di un passo nell'"accettare" la materia.
Poi arrivò la sottorazza greco-romana, la quale si spinse persino troppo lontano nell'accettare il mondo della materia.
Il compito dell'uomo moderno dovrebbe essere quello di riequilibrare gli opposti punti di vista fra gli indiani e i romani: trattare la materia come un alleato, senza tuttavia arrendersi ad essa.
Tratto da "Hitler e il nazismo magico" di Giorgio Galli

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