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venerdì 21 luglio 2017

Il fenomeno dell'immigrazione di massa e il piano Kalergi


Uno dei più grandi ostacoli alla massificazione che è un processo già in corso è la vecchia Europa, con i suoi nazionalismi, i suoi gruppi etnici e la sua cultura millenaria ben radicata in tutta la popolazione.
Per tale motivo, il fenomeno europeo dell'immigrazione di massa provocato dalle cosiddette "rivoluzioni colorate" viene sfruttato dall'élite per modificare i gruppi etnici e sradicare le culture locali mediante l'invasione fisica di nuovi popoli provenienti dall'Africa e dall'Asia.
Questo programma per il mescolamento forzato delle antiche razze europee con quelle afroasiatiche ha lo scopo di creare un unico pappone multietnico privo di carattere e di qualsiasi valore di riferimento originario.
La contorta dottrina Kalergi esalta la purezza della stirpe della grande finanza destinata a dominare le nazioni e nello stesso tempo inneggia all'eliminazione di ogni differenza nei popoli per creare un meticciato dal  carattere docile come quello dell'antico popolo egizio, governati dai faraoni; "l'uomo del lontano futuro sarà un meticcio....la razza del futuro, negroide-eurasiatica, simile in aspetto a quella dell'Egitto antico, rimpiazzerà la molteplicità dei popoli con una molteplicità di personalità...nei meticci si uniscono spesso mancanza carattere, assenza di scrupoli, debolezza di volontà, instabilità, mancanza di rispetto, infedeltà con obbiettività, versatilità e agilità mentale, assenza di pregiudizi e ampiezza di orizzonti.
Nel 2000 uno studio dell'ONU ha introdotto ufficialmente il concetto di "immigrazione di rimpiazzo" che propone di sostituire buona parte della popolazione europea con gli immigrati come soluzione al calo delle nascite e al conseguente crollo del sistema pensionistico.
I mass media e istituzioni sostengono che è necessario accogliere milioni di immigrati per aiutare interi popoli in fuga, ...la realtà è molto meno romantica e filantropica...basta vedere come le grandi organizzazioni umanitarie e gli istituti finanziari internazionali hanno trattato e continuano a trattare il Terzo Mondo.
Quest'ultimo non ha mai ottenuto lo sviluppo economico promesso ma è diventato ancora più povero... la spiegazione è semplice: i popoli in via di sviluppo abitano sui continenti più ricchi del mondo per quanto concerne la disponibilità di materie prime preziose (diamanti, oro, petrolio, acciaio, legname ecc...) molto ambite dalle corporation e quindi gli "aiuti finanziari" in realtà vengono utilizzati come mezzo per occultare il gigantesco business del loro sfruttamento.
Tratto da "Evoluzione non autorizzata" di Marco Pizzuti

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