Follow by Email

lunedì 19 marzo 2018

Lo Stato paranoide


La paranoia insita nell'anima dello Stato è il più profondo problema dell'arte di governare è come come governare l'intrinseca paranoia dello Stato in modo che i suoi sintomi non degenerino...
Data questa intrinseca paranoia inconscia si sentirà il bisogno di un  fantasticato nemico creato dalla proiezione e quindi di fantastiche difese contro il fantasticato nemico.
Le situazioni saranno sempre valutate secondo costrutti di forza-debolezza, vittoria-sconfitta....
Risulterà pressoché impossibile stipulare trattati basati sul compromesso....
Per mantenere un governo "al di sopra di ogni sospetto" e all'altezza delle sue idealizzazioni, si renderanno indispensabili le smentite ufficiali.
Scarso sarà l'interesse per l'arte... E qualora lo Stato dovesse intervenire, la sfera estetica renderà... a diventare arte di Stato al servizio di finalità nazionalistiche.
I rapporti con l'estero... tenderanno a provocare negli altri disagio e paura.
La difesa contro la depressione motiverà l'uso di sempre più numerose difese.
Il disprezzo dei deboli, dei malati e dei minorati farà emergere il conflitto...tra sicurezza e compassione...tra il carico degli armamenti per la difesa e il farsi carico del benessere dei deboli.
La paura della dipendenza farà sì che l'autosufficienza venga idealizzata fino all'isolamento...
Sopra ogni cosa, tra i governi e il loro governo vi saranno diffidenza e l'aspettativa di essere ingannati, il che richiederà commissioni di controllo, servizi segreti e il patrocinio di riforme di ogni genere...
Più il governo è rigido nelle sue pretese nei confronti dei governanti e viceversa, più è diffuso il sospetto di corruzione, soprattutto in tema di 'sicurezza'.... tutto ciò che è nascosto è pericoloso e richiede scrutinio continuo e ipervigilanza: sul cibo che mangiamo, sulle notizie che ascoltiamo, sui contratti firmiamo...
Nonostante la promulgazione della nazione-Stato da parte della nazione- Stato, la sua intrinseca paranoia alimenta la sfiducia nelle istituzioni stesse su cui essa poggia....
Le grandi immagini di giustizia, prudenza, equità, senso comunitario e così via, pendono dal cielo senza ricevere accoglienza, essendo in dissesto le forme che dovrebbero contenere le potenze archetipiche...
Lo Stato paranoide fa ricorso ai meccanismi di difesa della proiezione e della formazione reattiva, vale a dire a una semplice più accanita caccia al nemico, al terrorista, al disertore, applicando misure dettate non dall'iniziativa, che è paralizzata dall'ambivalenza ma razionalizzare come reazioni 'puramente' difensive a una minaccia....
Viviamo in uno Zeitgeist di minaccia, in uno stato animico e politico di paranoia...
La minaccia della catastrofe giustifica le misure prese con tuo di essa...
L'idea di inconscio fa sì che i nemici possano riconoscere che ciò che vedono non sono le intenzioni occulte dell'altro, bensì uni schermo, sul quale possono leggere le proprie.
Ogni asserzione fatta sull'altro sarebbe allora autoriflessiva e la minaccia potrebbe ritornare là di dove è partita.
Tratto da "La vana fuga dagli dei" di J. Hillman

Nessun commento:

Posta un commento