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lunedì 21 maggio 2018

Nibiru il pianeta degli Anunnaki


Zecharia Sitchin (1922-2010) è stato uno dei massimi esperti di ebraico antico e uno dei primi studiosi al mondo in grado di decriptare la scrittura cuneiforme sumerica.
In ambito accademico, il suo nome divenne presto oggetto di accese discussioni, a causa dello sconvolgente significato letterale (e non allegorico) da lui attribuito alle antiche incisioni presenti sulle tavolette d'argilla sumeriche.
Il termine "Anunnaki" significa letteralmente "coloro che sono venuti sulla terra dal cielo", secondo Sitchin le antichissime tavolette sumeriche (incise tra il 3000 e il 2000 a.C.) racconterebbero il contatto con un'evoluta razza aliena di giganti (chiamata Nefilin in ebraico) proveniente da Nibiru, un astro (pianeta o stella) della mitologia babilonese.
Secondo le traduzioni dei testi effettuata da Sitchin, quindi, l'Homo sapiens moderno sarebbe stato creato dagli dei Anunnaki attraverso la manipolazione genetica.
Durante tutta la sua vita di appassionato sumerologo, Sirchin è stato deriso dalla comunità accademica per le sue traduzioni "troppo fantasiose" sugli dei civilizzatori provenienti dallo spazio, ma alcune delle sue dichiarazioni più "ridicole" stanno trovando delle clamorose conferme nelle ultime scoperte astronomiche.
Sitchin sosteneva che la traduzione corretta delle tavolette cuneiformi sumere descriveva l'esistenza di un pianeta gigante con un'orbita ellittica ai confini del sistema solare, che ogni 3600 anni circa si avvicina alla Terra divenendo visibile.
Questo misterioso pianeta era noto per essere considerato la casa degli Anunnaki: "Nibiru è il pianeta da cui provengono gli Anunnaki.
Ci sono prove fisiche che possono essere verificate. Un sapere antico lega il passato remoto al nostro presente, un sapere in grado di sconvolgere tutte le certezze della nostra esistenza. La maggior parte della gente crede che io abbia inventato Nibiru. Non è così.
Nibiru è il nome di un pianeta citato più volte nei testi astronomici della Mesopotamia; non c'è dubbio che queste popolazioni, migliaia e migliaia di anni fa conoscessero Venere, Marte, Giove, e così via, ma all'interno della loro lista di osservazione, c'era anche Nibiru [...]. Questo pianeta percorre una grande orbita ellittica, una volta ogni 3600 anni all'incirca questo pianeta si avvicina alla Terra. Nibiru è un pianeta in più all'interno del nostro sistema solare"
Sei anni dopo la morte di Sitchin (2010), gli astronomi hanno effettivamente individuato alla periferia del nostro sistema solare un nuovo pianeta dieci volte più grande della Terra, con un'orbita ellittica che dopo migliaia di anni di tragitto nello spazio arriva ad attraversare la Fascia di Kuiper.
La scoperta è stata annunciata nel 2016 da Mike Brown e Konstantin Batygin, due stimati scienziati del Caltech, il Californian Institute of Technology, e le loro dichiarazioni non possono lanciare alcun dubbio in proposito: "Benché all'inizio fossimo alquanto scettici circa la possibilità che questo pianeta potesse esistere, continuando a indagare la sua orbita e a valutare cosa significherebbe per il sistema solare esterno, ci siamo sempre più convinti che sia proprio là fuori. Per la prima volta in oltre 150 anni, ci sono prove solide secondo le quali il censimento planetario del sistema solare è incompleto".
Il sigillo classificato con la sigla VA 243 dimostrerebbe che nel 3000 a.C. i sumeri già conoscevano l'esistenza di Urano, Nettuno e Plutone, pianeti che sono stati scoperti rispettivamente nel 1781, nel 1846 e nel 1930 solo grazie ai moderni telescopi.
Tutte queste avanzate nozioni astronomiche degli antichi Sumeri proverrebbero dagli Anunnaki, giunti fino a noi da Nibiru e, stando sempre alle traduzioni di Sitchin, furono proprio questi ultimi a creare gli esseri umani, modificando il DNA dell'Homo erectus.
L'intervento degli Anunnaki spiegherebbe anche il rapido balzo evolutivo compiuto dall'uomo moderno, che è comparso circa 200.000 anni fa cambiando improvvisamente le proprie caratteristiche anatomiche, passando (secondo le attuali teorie) dai precedenti 1000 cm cubici della scatola cranica dell'Homo erectus ai 1400 cm cubici di oggi.
Tratto da "Incontri ravvicinati non autorizzati" di Marco Pizzuti

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