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giovedì 1 ottobre 2015

Cecilia Gatto Trocchi: satanismo e magia


Il bisogno del 'piccolo uomo' di rivalsa sulla vita, lo stesso uomo che nella sua mediocre esistenza sogna il successo, e nel sognare il suo successo diviene sempre più avido e meschino per la frustrazione di non essere in grado di raggiungere ciò che desidera, spesso, desideri ispirati a modelli illusori, porta molti individui ad aggregarsi con gruppi neo-satanici per sentirsi forti e parte di 'qualcosa'...
Non voglio demonizzare i gruppi in sè, ma evidenziare quanto l'uomo frustrato per l'insucceso della propria esistenza, diventi un elemento tendenzialmente pericoloso, una volta che si sente parte di un'aggregazione, spesso, anzi sempre, egli entra a far parte di queste sette  per acquisire poteri occulti ai fini del raggiungimento degli obbiettivi della propria vita, obbiettivi spesso totalmente egoici e materialistici, per i quali non si hanno scrupoli di distruggere o sacrificare altre esistenze. (il termine setta, rifiutato dagli adepti e dai capi carismatici, deriva dal latino sequore dal suo rafforzativo sector, con il senso di seguire, andare dietro, accompagnare un maestro. Secta in latino significava linea di condotta, dottrina, scuola filosofica e gruppo religioso. E' strano che si leghi al termine una valenza negativa, dato che all'origine sectae erano le scuole degli stoici, degli epicurei ecc..tratto dal libro Affare Magia)
L'uomo che entra in queste sette è brutale e primitivo e non ha nulla di evolutivo e innovativo, non accederà mai al vero valore dell'anima, anzi.. resterà invischiato nel sudicio della materia più grezza.
Ecco il perchè queste fantomatiche aggregazioni guidate da fantomatici santoni, che altro non fanno che usare linguaggi forbiti con persone di cultura scadente o uomini colti ma con una sete di potere smodata...convincendoli che grazie a loro e a sacrifici di vario genere e alla completa omissione di principi morali, si può raggiungere il tanto agoniato successo e perfino l'immortalità...
Nell'AniMo Antico

Il satanismo è la punta di diamante dell'occultismo alla moda.
Almeno la metà della musica hard rock e metal propone invocazioni e consacrazione al principe delle tenebre 
(per non parlare dell'attuale musica pop con le sue icone e i video musicali). Abbiamo poi messe nere, pedofilia, riti orgiastici.
Gesù chiamò Satana «principe di questo mondo» e San Paolo lo dichiarò «dio del nostro secolo». Quale che sia la sua natura, Satana rivela all'uomo i suoi impulsi segreti: il desiderio smodato di perdersi nella voluttà sensuale e l'ansia di affermarsi come centro di smisurato potere. 
Il patteggiamento con le forze del male inizia nella letteratura: Faust e Mefistofele si alleano per possedere piacere e assoluto e potere. Nella modernità, il diavolo gradualmente perde i suoi tratti temibili e diventa l'alleato dell'uomo, a cui promette il potere magico.
L'illuminismo è percorso da correnti sataniste, e se di giorno combatte le superstizioni clericali ed oscurantiste, negando la realtà metafisica del diavolo, di notte pratica le scienze occulte evocando demoni, spiriti ed entità oscure. Il rapporto con il demoniaco fu emblema di libertà dalla legge  e di trionfo dell'Io.
Molti gruppi satanici o para-satanici di oggi si definiscono "neo-gnostici" : ma 
il satanismo si rifà solo miticamente al passato. Esso è figlio della secolarizzazione e dell'attacco ai valori della tradizione.
Il satanismo ha creato una moda che coinvolge numerosissimi giovani.
Molti simboli satanici sono accettati acriticamente dai giovani che si ornano con la stella a cinque punte, la croce rovesciata, il numero 666, simbolo della «grande bestia» nell'Apocalisse di Giovanni.
Il satanismo raggiunge gruppi estremi come la Chiesa dell'Eutanasia, che propaganda come strumenti di santificazione il suicidio, l'aborto, il cannibalismo e la sodomia.
Lo scopo della setta è la scomparsa dell'uomo dalla faccia della Terra.
Si evidenzia un bisogno di 'sacro a rovescio', un desiderio abissale di potere, eco della voce dell'antico Serpente: «sarete simili a Dio».
Il Diavolo propone di non essere più sottoposti alla distinzione tra bene e male. Il dualismo dell'etica cristiana viene attaccato come riduttivo, si cerca l'Uno del tutto, e il potere degli dei 
(per scopi puramente egoici e materialistici).
Dopo un secolo di indottrinamento fondato sul mito della trasgressione, su inni a Satana, su simboli ambigui e perversi, ora dobbiamo fare i conti con i bambini martirizzati o fanciulle vittime e carnefici. Oltre al satanismo dei figli, occorre evidenziare il satanismo dei padri.
Satana diventa un paravento, un immagine mitologica che garantisce il superamento di ogni morale, che promette il potere magico per restare impuniti, per farla franca. Rappresenta per i suoi adepti l'abolizione  della legge e il raggiungimento dello smodato piacere e del totale potere.
I rituali sono in genere frutto della fantasia del capo congrega che si affanna a ripetere che tutti gli altri satanisti e occultisti sbagliano i cerimoniali.
La messa nera non è che un rituale tra tanti. In genere si inizia con un segno della croce fatto con la sinistra e a rovescio, per proseguire con invocazioni a Satana in latino a dir poco approssimativo.
Per partecipare il costo ad personam si aggira, in genere, sulle trecentomila lire (2001). I partecipanti sono psicologicamente soggiogati dal capo, da cui pretendono miracoli di magia nera.
Questo satanismo straccione esalta la vischiosità del negativo e sembra la messa in scena da circo della dissoluzione dell'etica, auspicata da intellettuali e maestri del pensiero alla moda.
Il satanismo si rifà al passato, ma è figlio della secolarizzazione e dell'attacco ai valori della tradizione.
Gli adepti pretendono di ottenere poteri magici, il satanismo così sfuma nella magia.
La necessità di trasgredire ogni legge per esprimere pienamente la propria volontà è un dato comune ai satanisti e agli esoterici New Age.
Un bizzarro sincretismo mescola idee e simboli pagani, egizi, orientali, gnostici e magici. Queste manie convivono con il progetto di costruire un nuovo mondo libero dalle leggi, dalla repressione e dalla religione istituzionale.
Occorre riflettere che le proposte trasgressive, divenute di massa tendono ad abituare al negativo, (soprattutto perchè l'essere umano che ha bisogno di ciò è da considerarsi una bestia da addomesticare e non da lasciar libera di distruggere tutto ciò che "tocca") e a presentarlo come se fosse 'normale'.
E' la banalità, l'ovvietà del male che avvelena le nostre anime. Il male riproposto nei supermarket dei mass-media, nei talk-show della permissività consumistica, perde perfino la sua grandezza abissale, la sua drammatica intensità. (diviene grottesca e bestiale quasi ridicola, ma comunque pericolosa)
Eppure questa banalizzazione del male, questa ovvietà del negativo ha i suoi effetti perversi che ottundono la sensibilità, offuscano lo spirito.
Il Principe delle tenebre è diventato un povero satanasso da rotocalco che, evocato dagli occultisti, non trova di meglio, per contrapporsi al sommo Bene, che indirizzare le sue forze  tra le gambe di qualche ragazzotta di periferia in cerca di potere magico. Sembra diventato un gioco culturale che garantisce spregiudicatezza, libertà dagli schemi dogmatici e (adorabile) frivolezza.
(Il principe del male è diventato il principe degli imbecilli, che non sanno contenere la propria libido sessuale)
Malgrado tali segnali inquietanti, molti studiosi sociali negano il ritorno del Maligno, o meglio negano che egli sia l'immagine metafisica del male e preferiscono indicarlo come una realtà simbolica a cui attribuire il negativo che incombe sulla vita umana.
Spesso si preferisce attribuire al diavolo tutte le negatività che ci affliggono anzichè farsene carico e lottare.
Tratto dal libro "Affare Magia" di Cecilia Gatto Trocchi

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