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venerdì 6 novembre 2015

Il simbolismo della tessitura

Nelle dottrine orientali, i libri tradizionali sono frequentemente designati con termini che, nel senso letterale, si riferiscono alla tessitura.
Così in sanscrito sûtra significa propriamente filo (questa parola è identica al latino sutura, la stessa radice, con il quale significato di cucire, si trova identica in entrambe le lingue): un libro può essere formato da un insieme di sûtra, come un tessuto è formato da un insieme di fili; tante a ha sia il significato di filo che quello di tessuto e designa più specificamente l'ordito di un tessuto.
Ugualmente, in cinese, Ching è l'ordito di una stoffa, e wei è la sua trama;  il primo di questi due termini designa allo stesso tempo un libro fondamentale e il secondo designa i suoi commentari.
Una simile distinzione fra l'ordito e la trama nell'insieme delle Scritture tradizionali corrisponde secondo la terminologia indù a quella fra ls Shruti, che è il frutto dell' ispirazione diretta, e la Smriti, che è il prodotto della riflessione che si esercita su dati forniti dalla Shruti.
L'ordito, formato da fili tesi sul telaio, rappresenta l'elemento immutabile principiale,
mentre i fili della trama che passano fra quelli dell'ordito, con il vai e vieni della spola, rappresentano l'elemento variabile e contingente, cioè le applicazioni del principio a queste o quelle condizioni particolari.
Se si considerano un filo dell'ordito e un filo della trama, ci si accorge immediatamente che la loro unione forma il simbolo della croce, di cui essi sono rispettivamente la linea verticale quella orizzontale; secondo il simbolismo generale della croce, la linea verticale rappresenta ciò che unisce tra loro tutti gli stati di un essere o tutti i gradi dell'esistenza, mentre la linea orizzontale rappresenta lo sviluppo di uno di questi stati o di questi gradi.
La direzione orizzontale raffigura per esempio lo stato umano, e la direzione verticale ciò che è trascendente rispetto questo stato; tale carattere trascendente è propriamente quello della Shruti, che è  essenzialmente non-umana, mentre quella dei la Smriti comporta le applicazioni d'ordine umano ed è il risultato della dell'esercizio delle facoltà umane.
La linea verticale rappresenta il principio attivo o maschile (Purusha), e la linea orizzontale rappresenta il principio passivo o femminile (Prakriti), essendo tutta la manifestazione prodotta dal influenza non-agente del primo sul secondo.
Da un altro punto di vista, la Shruti è assimilata alla luce diretta,  rappresentata dal Sole, e la Smriti alla luce riflessa, rappresentata dalla Luna; ma, al tempo stesso, il Sole e la Luna, in pressoché tutte le tradizioni, simboleggiano anche rispettivamente il principio maschile e il principio femminile della manifestazione universale.
Il simbolismo della tessitura è usato anche per rappresentare il mondo, o più esattamente l'insieme di tutti i mondi, cioè degli stati o dei gradi, in moltitudine indefinita, che costituiscono l'esistenza universale.
Così, nelle Upanishad, il Brahma Supremo è designato come "Colui sul quale mondi sono tessuti come l'ordito e la trama".
Vedi anche: L'essere, l'ambiente e l'interconnessione Tratto da "La Tradizione e le tradizioni" di R. Guènon


Da un tempio giainista Indù 

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