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venerdì 22 gennaio 2016

La Casa della Saggezza


La Casa della Saggezza  (Dâr El-Hekmat) era all'epoca dei Fatimidi, un centro ismailita; ma, benché sia stata chiamata in modo erroneo 'gran loggia' da taluni autori occidentali, essa non ha niente a che vedere con la Massoneria, né  con la sua origine (sarebbe più  esatto dire una delle sue origini, perché la Massoneria, in realtà, ha più di un'origine).
È  vero che gli Ismailiti avevano, ed hanno ancora, delle iniziazioni e dei gradi, come ne hanno anche molti altri, ad esempio i Duruz (Drusi) di Siria, che pure usano certi segni molto simili a quelli della Massoneria; ma di tali somiglianze se ne possono trovare un po' dovunque, e, se in questo vi è un'origine comune, si dovrebbe cercarla molto lontano...
D'altra parte, gli Ismailiti, i Drusi, i Nosairi, ecc.. non sono altro che delle 'sette' (firâq) nelle quali c'è sempre una certa confusione fra l'exoterico e l'esoterico; nelle loro iniziazioni, c'è un certo lato 'oscuro' dovuto alla deviazione dell'autentica tradizione: esse sono delle alterazioni, non la 'fonte' dell'iniziazione.
Tali sette non hanno alcun rapporto con le vere turuq, che sono nel numero di 72 (potrebbe essere un numero simbolico, ma, secondo una lista stabilita dal defunto Seyid Tawfiq El-Bakri, sembra che si tratti proprio del numero esatto).
Questo insegnamento esoterico, a fianco della dottrina superiore, include numerose scienze sconosciute all'Occidente, almeno all'epoca attuale  (perché la cosa sembra essere stata del tutto differente durante il medioevo), è qualcuna fra queste non può essere compresa che attraverso la mediazione della lingua araba, alla quale esse sono intimamente legate (come certe parti della Kabbalah lo sono alla lingua ebraica).
Dal lato copto  (dunque cristiano) si dice che taluni monaci conservino ancora una sorta di conoscenza esoterica, ma è  estremamente difficile per i Mussulmani ottenere notizie precise su un simile argomento.
Tratto da "La Tradizione e le tradizioni" di R. Guènon

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