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domenica 7 febbraio 2016

Il piede sinistro (left foot) nella simbologia massonica

La preminenza del piede sinistro non è  uniformemente riconosciuta da tutti i riti massonici: laddove essa esiste, ci si riferisce generalmente al fatto che il lato sinistro è  il lato del cuore, spiegazione data ugualmente, è forse più giustamente, per la posizione del braccio sinistro sul braccio destro nel grado scozzese di R.C.
Benché il simbolismo del cuore sia in effetti molto importante, e questo in tutte le tradizioni, c'è forse qualcosa di specifico in quel che concerne almeno il piede sinistro: questo è  In stretto rapporto con le circunambulazioni eseguite da sinistra a destra, è così la questione è ricondotta a un problema d'un ordine assai più  generale.
Ci sono molte differenze a tale riguardo, secondo le diverse tradizioni: in India e in Tibet, le circunambulazioni si fanno ugualmente da sinistra a destra (vale a dire avendo il centro alla propria destra, e da questo deriva la denominazione di pradakshina); nella tradizione islamica è l'inverso; e si può dire che questo è in rapporto diretto con il senso della scrittura nelle lingue sacre (il sanscrito e l'arabo) nelle quali le due tradizioni trovano rispettivamente la loro espressione.
Il movimento da destra verso sinistra è ancora conosciuto nella Massoneria operativa: esso è 'polare', mentre l'inverso è 'solare', e le forme 'polari' sono sempre più  antiche delle forme 'solari'.
Quanto alla preminenza della destra o della sinistra, si sono avuti in passato, e nella stessa tradizione, cambiamenti in conformità a determinati periodi, in relazione a certe leggi dei cicli cosmici; tali cambiamenti si trovano soprattutto nella Cina antica, ma esaminandoli più da vicino, si vedrà che il lato d'onore che lo si consideri da un punto di vista 'polare' come la destra o 'solare' come la sinistra, è sempre stato l'Oriente.
Cambiamenti dello stesso genere si sono avuti ugualmente nel passaggio dalla Massoneria operativa alla Massoneria speculativa.
Tratto da "La Tradizione e le tradizioni" di R. Guènon

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