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mercoledì 4 maggio 2016

La Porta Alchemica di Roma e il Conte di Saint-Germain


A Roma si trova l'ultimo portale in pietra di quella che un tempo era la villa del Marchese di Palombara (1614-1680) appassionato di alchimia e membro dei Rosacroce.
Attualmente, al posto della villa vi è piazza Vittorio Emanuele con i suoi giardini.
La porta, che un tempo si trovava in un'altra posizione, venne edificata nella seconda metà del Seicento, assieme ad altre quattro ormai andate perdute.
Sulla superficie della stessa troviamo incisi dei simboli alchemici, in quanto il marchese era un appassionato di ermetismo ed esoterismo.
Secondo la tradizione, sulla porta sarebbe rappresentata la formula alchemica della trasmutazione del vile piombo in oro, o forse parte di essa.
I simboli presenti sono quello alchemico del sole e dell'oro (sull'architrave), il sigillo di Salomone; i simboli dei pianeti (sugli stipiti), con i loro corrispettivi metalli e una serie di indicazioni in latino: Saturno-piombo, Giove-stagno, Marte-ferro, Venere-rame, Luna-argento, Mercurio-mercurio.
Simbolo dell'Età dell'oro è il dio Saturno, associato all'omonimo pianeta e materiale.
Quando troviamo il simbolo alchemico corrispondente a questo corpo celeste, dobbiamo ricollegarlo all'oro, alla purezza e alla Pietra filosofale.
Sul blocco di pietra inferiore della Porta Alchemica troviamo un altro simbolo e la scritta in latino "EST OPUS OCCULTUM VERI SOPHI APERIRE TERRAM, VT GERMNET, SALUTEM PRO POPULO", ovvero: "l'Opera segreta del vero saggio è (quella di) aprire la terra, affinché germini per la salvezza della gente".
Personaggio chiave della storia di questa porta alchemica è l'esoterista Francesco Giuseppe Borri, nato a Milano il 4 maggio 1627 e morto tra le mura di Castel Sant'Angelo il 16 agosto 1695.
Conobbe Cristina di Svezia e il marchese di Palombara che lo ospitò nel suo palazzo.  Fu qui che Borri ottenne importanti risultati nell'arte alchemica, grazie a un'erba chiamata "moli",  che avrebbe permesso la trasmutazione del semplice metallo in oro puro....
Risultati che, codificati e sintetizzati simbolicamente, ritroviamo impressi nella pietra della Porta Alchemica per opera del marchese di Palombara.
Risultati parziali....niente elisir della lunga vita, anche se alcuni studiosi ipotizzano che Francesco Giuseppe Borri abbia inscenato la sua morte, per poi cambiare nome è divenire il Conte di Saint-Germain che nacque ad Asti attorno al 1698 tre anni dopo la presunta morte di Borri.
Il Conte di Saint-Germain era un uomo colto favolosamente ricco e bello.
La contessa De Gengy nel 1760 ricordava di averlo incontrato 50 prima a Venezia(sotto un altro nome).... venne visto in Oriente, a Londra e in Austria con il nome di Principe Rococzi....
Conobbe Maria Antonietta, alla quale predisse il giorno esatto in cui sarebbe morta.
Venne visto in Russia  e nel 1769 nuovamente a Venezia. Poi in Germania e in Francia dopo la rivoluzione francese.
Nel 1867 si ritiene abbia presenziato alla riunione della Grande Loggia a Milano.
Voltaire scrisse: "È  un uomo che non muore mai e che sa tutto"
Il segreto della vita eterna si trova davvero a Roma?
Tratto da "La ricerca della Pietra Filosofale" di Giorgio Pastore
Web site: joepastore

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