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mercoledì 1 giugno 2016

La gnosi

Agli albori del cristianesimo esistevano molteplici interpretazioni sul significato dei Vangeli.
Molti testi gnostici furono esclusi dalla versione ufficiale della Bibbia.
Uno di questi si intitolava Lettera a Regino, cominciava affermando che c'erano alcune persone che volevano sapere troppo, ma si occupavano di domande senza risposta.
Avevano superato i confini della Parola o del Logos della verità.
Cercavano una loro risposta, ma questa poteva prevenire solo da Gesù Cristo, che aveva negato la morte, nonostante fosse una legge dell'umanità.
"I vivi moriranno. Come fanno a vivere nell'illusione? I ricchi diventeranno poveri e i re sono stati rovesciati, tutto deve cambiare. Il cosmo e un'illusione".
Si tratta di un processo di rinnovamento delle cose, così che da una società corrotta sarebbe originato un paradiso.
Gli autori dei testi gnostici interpretavano i vangelie la rivelazione con le loro intuizioni, piuttosto che attraverso i sermoni dei primi vescovi cristiani.
Giustino martire prima di diventare filosofo cristiano era stato storico e poi platonico, egli le eresie di Simon Mago, il taumaturgo nemico di San Paolo e considerava il Cristo come la Parola o Logos che mediava tra la terra peccatrice e la luce del paradiso.
Questo tipo di illuminazione fu chiamata Gnosi, che da quel momento stette a significare una visione personale, una percezione della verità diretta e individuale.
Nel Vangelo di Maria Maddalena la prima apparizione di Gesù alla donna, avvenuta nel giardino in cui era stato crocifisso, non era interpretata come un evento reale o una luce spirituale.
La donna vide Gesù nella sua mente.
Raccontò  allora la visione ai discepoli e anche loro da quel momento poterono vedere l'ascensione di Cristo.
Naturalmente il rapporto diretto con la rivelazione cristiana mise in dubbio tutte le autorità religiose.
Perché dare ascolto a un vescovo se un'intima voce ti dice ciò che Cristo vuole tu faccia?
Nel Vangelo di Marco si afferma che Gesù aveva posto nelle menti dei discepoli il segreto del Regno di Dio, mentre parlava al resto del mondo attraverso le sue parabole.
Mentre San Pietro e San Paolo sostenevano di aver consegnato questi segreti alle chiese successivamente istituite a Roma e a Bisanzio, nei Vangeli gnostici si afferma che Gesù stesso, da vivo, potesse rivelare in qualunque momento i suoi misteri a una donna che non era neanche sua discepola.
Poteva apparire a una Maria Maddalena, che rappresentava l'antico principio della fertilità e della Sofia, la dea della Saggezza.
Avrebbe mostrato se stesso alla persona in grado di vedere e sentire il messaggio divino.
Per gli gnostici esistevano due mondi distinti, separati da una zona di guerra e da un velo che separa il cielo e la terra.
Su questo schermo divisorio e luminoso erano proiettate le immagini delle cose, create dal Logos o Parola e interpretate da Cristo.
Pareti di fuoco separavano la saggezza dalla realtà materiale e gli angeli erano messaggeri oltre l'orizzonte tra cielo, mare e terra.
Veniva in questo modo risolta la questione del male permesso da un Dio giusto, perché la vita sulla terra era già l'inferno.
Tratto da "Rosslyn la cappella del Graal" di Andrew Sinclair

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