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lunedì 27 giugno 2016

Ricerca e commercializzazione dei farmaci


 "L'aumento dei prezzi non è insolito nell'industria ma permette di investire in ricerca e sviluppo
Dichiarato sul Wall Street Journal
La nostra spesa è  quindi inevitabile per finanziare la ricerca.
E chi potrebbe lesinare su qualche soldo di aumento a fronte di farmaci più efficaci e sicuri?
"Il problema di base è che tutti i costi farmaceutici, inclusi quelli per la ricerca, sono in una scatola nera, nascosti alla vista.
Non c'è trasparenza"
Henry Waxman deputato americano
Nella stragrande maggioranza dei casi Big Pharma fa svolgere l'attività più impegnativa alle università, magari convogliando i fondi dei contribuenti sui progetti più promettenti, per scendere in campo appena un farmaco diviene appetibile dal punto di vista commerciale.
Il più delle volte sono le principali istituzioni accademiche a sostenere le spese per avviare la ricerca  con il denaro pubblico versato dai contribuenti che poi sono costretti ad acquistare i farmaci a costi stratosferici da Big Pharma.
Big Pharma si affaccia nel mondo della ricerca solo quando un farmaco giunge vicino alla commercializzazione, occupandosi quasi esclusivamente della fase clinica e preclinica dei candidati farmaci più promettenti.
Il ruolo di Big Pharma nella ricerca è molto marginale e limitato e può essere riassunto in "pochi investimenti in nome di enormi guadagni assicurati".
E forse è quasi una fortuna, perché quando l'industria interviene nelle fasi di studio e trial, i risultati diventano subito allarmanti.
Per vendere un prodotto basta creare la necessità nei consumatori.
Da sempre è  questa la logica del commercio e della pubblicità, e l'industria farmaceutica non fa eccezioni.
Investire in marketing e amministrazione è molto più importante che alimentare e mantenere la ricerca.... invece ogni anno arrivano sempre nuovi farmaci sul mercato.
Il trucco sta nel far approvare con un nuovo nome i vecchi farmaci già in vendita, variando semplicemente il brevetto per quanto concerne modalità di somministrazione, quantità del principio attivo in ciascuna dose o patologia a cui è  destinato.
Questo espediente tecnico-legale è  largamente usato quanto sta per scadere la licenza esclusiva dei farmaci più venduti.
(Questo restyling lo fa apparire sul mercato come ultima novità dall'efficacia superiore) Così non solo e vita di abbassare i prezzi per competere con i produttori dei generici, ma riesce addirittura ad aumentarli.
Un farmaco brevettato come variante di uno già in commercio può essere venduto in tempi brevi ( con un forte vantaggio economico da parte dell'azienda).
La legislazione in materia di approvazione dei farmaci presenta una grave lacuna che consente a Big Pharma.. Non vi è infatti alcuna norma che costringa l'industria a effettuare comparazioni tra un farmaco e l'altro poiché i test di valutazione vengono eseguiti esclusivamente con i gruppi di volontari cui è  stato somministrato un placebo.
Big Pharma deve solo dimostrare l'efficacia dei nuovi farmaci rispetto al placebo.
Se la legge imponesse il confronto incrociato tra medicinali sarebbero pochissimi quelli che riuscirebbero a superare i controlli.
Tratto da "Scoperte mediche non autorizzate" di Marco Pizzuti

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