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venerdì 22 luglio 2016

Il Medioevo e l'arte della memoria

Andrea Bonaiuti, Arti Liberali
Il Medioevo è un periodo lungo delle storia anche per quanto riguarda l'arte della memoria, in questo post cercherò di sintetizzare il più possibile l'adattamento al periodo di questa affascinante filosofia.
"Agostino morì nel 430, durante l'assedio di Ippona da parte dei vandali.
In un certo momento di questa terribile età di catastrofi, Marziano Cappella scrisse il suo De nuptiis Philologiae et Mercurii, un'opera che conservò per il Medioevo lo schema dell'antico sistema educativo, basato sulle sette arti liberali (grammatica, retorica, dialettica, aritmetica, geometria, musica, astronomia).
Nella sua esposizione delle parti della retorica, Marziano, trattando della memoria, dà una rapida descrizione della memoria artificiale.
In questo modo tramandò al Medioevo la mnemonica collocata nella sua giusta nicchia entro lo schema delle arti liberali.
Marziano era di Cartagine, dove si trovavano le grandi scuole di retorica in cui Agostino aveva insegnato prima della sua conversione.
Le tecniche mnemoniche erano senza dubbio note a tutti gli studiosi di retorica, come lo erano state al tempo di Cicerone, e devono aver raggiunto Marziano attraverso il contatto vivo con la normale educazione antica.
Ma quali erano le cose che il pio Medioevo desiderava soprattutto ricordare? Certamente erano le cose che riguardavano salvezza o dannazione, articoli di fede, vie che portavano al Cielo attraverso virtù, o all'Inferno attraverso vizi.
Queste erano le cose che esso scolpiva nelle chiese e nelle cattedrali, dipingeva nei vetri istoriati e sulle pareti.
E queste erano principalmente le cose che desiderava ricordare per mezzo dell'arte di memoria, che doveva, quindi, essere usata per fissare nella mente il complesso materiale del pensiero didattico medievale.
La parola "mnemotecnica" con le sue associazioni moderne è inadeguata a descrivere questo processo che è  meglio definire come la metamorfosi medievale di un'arte classica.
È importante sottolineare che la memoria artificiale del Medioevo si fondò interamente sulla sezione memoria dell'Ad Herennium, studiata senza l'ausilio delle altre fonti per le mnemonica classica.
Nell'alto Medioevo la tradizione retorica classica assunse la forma dell'Ars dictaminis, una tecnica di epistolografia e di stile da applicare nella pratica amministrativa.
Uno dei più importanti centri di questa tradizione fu Bologna.
Particolarità della scuola bolognese è  la vena di misticismo che la percorre e la sua tendenza a porre la retorica entro una cornice cosmica, elevandola a una "sfera di quasi-santità fino a competere con la teologia".
Questa tendenza è molto marcata nella Rhetorica novissima, in cui, per esempio, si suggeriscono origini soprannaturali per la persuasio che deve esistere in cielo,  perché senza di essa Lucifero non sarebbe riuscito a convincere gli angeli a unirsi a lui nella sua caduta.
E la metafora o transumptio dev'essere stata senza dubbio inventata nel Paradiso terrestre.
Secondo la "filosofica disciplina" l'anima, prima di giungere al corpo, conosceva e ricordava tutte le cose, ma dopo essere stata infusa nel corpo la sua conoscenza e la sua memoria si sono offuscate.
La "memoria artificiale" secondo questa filosofia è collegata con il ricordo del Paradiso e dell'Inferno e con virtù e vizi come "sigle mnemoniche".
Paradiso e Inferno sono considerati come "luoghi di memoria", accompagnati in certi casi da schemi dei "luoghi" da utilizzare per la "memoria artificiale".
Tratto da "L'arte della memoria" di Frances A. Yates

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