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mercoledì 18 gennaio 2017

Il 13 cristiano e le coincidenze con Papa Wojtyła


C'è un numero su cui sembra fondarsi l'intero edificio cristiano: per alcuni numerologi esso è il 13.
Gesù chiama a sé 12 apostoli (Matteo 10, 1-26), quindi su 1+12 si basa la fondazione del messaggio di Cristo; sono sempre 1+12 nel momento dell'Ultima Cena (Marco 14, 22), cioè quando a tutti gli effetti nasce la Chiesa; sono ancora una volta in 13 (12+1: i dodici apostoli con Maria al posto di Gesù), quando lo Spirito Santo scende su di loro, e Maria Vergine diventa Madre della Chiesa universale (Atti 2, 1).
Da un certo momento in poi, la storia del numero 13 si associa inoltre a quella di Maria,  la madre di Gesù e alle sue apparizioni.
Per rimanere a quella forse più famosa, a Fatima, la Madonna si presentò ai tre bambini dal 13 maggio al 13 ottobre del 1917, ogni mese, e cioè 13 maggio, 13 giugno, 13 luglio, 13 agosto, 13 settembre e 13 ottobre (con il miracolo del sole danzante di fronte a una folla di settantamila persone).
E il numero 13 è ricorso con estremo simbolismo anche nella vita del papa che più ha segnato i tempi recenti della chiesa, Karol Wojtyła, e nelle circostanze del celebre attentato in piazza San Pietro.
Giovanni Paolo II, a cui suor Lucia, unica sopravvissuta dei tre bambini di Fatima, affidò i celebri tre segreti, viene colpito in piazza San Pietro il 13 maggio 1981, cioè lo stesso giorno e lo stesso mese della prima apparizione di Fatima (precisamente alle 17:17).
Una circostanza davvero particolare.
L'ultimo tassello di queste coincidenze riporta la morte di suor Lucia dos Santos, avvenuta "naturalmente" il 13 febbraio 2005 nel suo monastero di Coimbra, all'età di 98 anni.
Tratto da "Roma segreta e misteriosa" di F.Falconi

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