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mercoledì 25 gennaio 2017

Sacrifici umani e simboli del pane e dell'ostia nella religione cristiana


Nascere, vivere e morire per rinascere è l'antica triade ariano - germanica; la runa 'fa' apre e la runa 'ge' chiude il futhark, la lista delle rune.
Ogni sistema religioso esoterico, e quindi anche il 'Whinei' wuotanico, hanno riconosciuto il 'sacrificio umano' come indispensabile per placare la divinità.
Ma questi sacrifici umani sono basati sul cannibalismo che viene rilevato, anche se in modo mitilogico, in tutte le religioni come rituali di sangue.
Anche nel Niebelungenlied è scritto che gli eroi nella sala di Etzel  (Attila) che bruciava hanno placato la loro sete col sangue dei compagni caduti e nell' Armen Heinrich si ha un dettagliato rapporto di tale sacrificio di sangue anche se è mitigato in un rituale di guarigione.
Non siamo quindi tanto lontani dai tempi del cannibalismo.
Quella che oggi noi chiamiamo esecuzione è l'ultimo residuo dei sacrifici umani.
In seguito l'uomo è passato dal cannibalismo al mangiare la carne animale anche se la fede richiedeva il sacrificio umano - prigionieri di guerra, criminali e in assenza di questi schiavi.
Solo successivamente si è compiuto il sacrificio di animali simbolici e ancora successivamente ha preso il sopravvento l'attuale sacrificio col pane - sia in forma di torte sacrificali che di ostia.
Le scuole esoteriche riconoscevano già nei tempi antichi che l'intero corso della vita di un corpo umano è un sacrificio, ma solo molto gradualmente trasformarono in meno sanguinari i simboli e salvarono da quella fede la gente che sarebbe stata sacrificata sostituendola con 'torte sacrificali' che erano fatte e chiamate con i nomi dei prescelti.
Ancora oggi durante la consacrazione il prete dice "Questo è il mio corpo, questo è il mio sangue".
Deve ripetere questa frase a ogni operazione sacrificale in modo cerimonioso per convincere i suoi fedeli che il 'sacrificio sostitutivo' è la volontà di Dio.
Nonostante questo fino al diciassettesimo secolo si sono tenute le cosiddette 'messe sataniche' o 'messe nere' che contemplavano reali sacrifici umani.
Le abitudini che sono così profondamente radicate muoiono solo lentamente e sempre tornano alla vita quando la vecchia fede -senza guida esoterica- si trasforma in superstizione, magistrato e feticismo, come è  accaduto nella stregoneria e nel mito del sabba delle streghe.
Tratto da" Il segreto delle rune " di Guido von List

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