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venerdì 14 aprile 2017

Fisiognomica da Aristotele a Giovanni Battista Della Porta


Il padre dell fisiognomica può considerarsi Aristotele, il più antico autore di cui ci sia stato tramandato un trattato, la Storia degli animali , III; egli fonda la fisiognomica come "scienza" naturalistica e morale.
Ritenendo che la struttura corporea degli animali sia la più semplice e comprensibile, rinviene nelle somiglianze possibili tra gli uomini e gli animali la chiave per indicare le "qualità essenziali", trasferendo per analogia su ogni individuo umano le attribuzioni che la favolistica conferiva ai singoli animali.
Nella cultura romana, Cicerone riprende gli insegnamenti di Aristotele, diffondendone i contenuti nel suo De fato.
La fisiognomica assume grande importanza nella cultura araba, dove è considerata arte indispensabile nell'esercizio delle più disparate professioni; essa influenza profondamente l'esercizio della medicina, ma orienta anche i sultani nella scelta dei consiglieri.
Gli scrittori medievali di fisiognomica in Europa si formano nei circoli esoterici legati alla cultura araba, di cui si traducono i principali trattati.
La scolastica medievale si occupa di fisiognomica dagli inizi del XII secolo fino al XIII, nel tentativo di conciliarla con l'insegnamento cristiano (fino a quando) Giovanni Buridano rifiuta (e bandisce) la fisiognomica in quanto dottrina pagana secondaria.
La riscoperta della fisiognomica avviene nel Rinascimento ad opera di piccoli circoli legati alle corti del sovrani e dei signori, i quali si occupano di astrologia, magia, occultismo e costituiscono la corrente "sotterranea" della cultura rinascimentale.
Nei testi del Cinquecento compiono le prime immagini con i simboli astrologici riportati in corrispondenza di determinati punti del volto a localizzare le "qualità essenziali" dell'uomo in rapporto con gli altri.
Nel 1583 Giovanni Battista Della Porta  pubblica il De humana Physionomia, in cui afferma che "la fisiognomia è il mezzo che fa conoscere quali sono il naturale e il costume degli uomini attraverso i segni fissi e permanenti del corpo".
Il successo è tale che il testo viene utilizzato da un magistrato di Napoli come manuale per amministrare il diritto di grazia o di morte, secondo la fisiognomia degli accusati.
Tratto da "Criminal profiling" di M.Picozzi e A.Zappalà

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