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lunedì 17 aprile 2017

Stato, massa e individuo


Meta e senso della vita singola (che poi è l'unica vera vita) non è più lo sviluppo individuale, ma la ragion di Stato, imposta sull'uomo dall'esterno ossia la messa in atto di un concetto astratto che ha la tendenza di attirare a sé ogni vita.
L'individuo viene sempre più privato dalle decisioni morali e della condotta della sua vita, e in compenso viene amministrato, nutrito, vestito, educato, alloggiato in abitazioni a lui confacenti e divertito; e per ogni cosa il metro ideale viene fornito dal benessere e dalla soddisfazione della massa.
Schiavitù è ribellione sono correlati inscindibili.
La massa si crea automaticamente, per compensare la propria caotica informità, un "capo", il quale diventa quasi fatalmente una vittima dell'inflazione della propria coscienza di sé, come insegnano molti esempi storici.
Grandi masse umane in cui il singolo scompare...uno dei fattori principali della massificazione e il razionalismo delle scienze naturali, che toglie alla vita individuale le sue basi e con ciò la sua dignità, poiché l' uomo ha perduto la sua individualità quale unità sociale ed è diventato un numero nella statistica di un'organizzazione.
Non si riesce più nemmeno a immaginare come mai si sia potuto assegnare tanta dignità alla singola vita umana, quando la verità del contrario è tanto palese.
Quanto maggiore la folla, tanto più "privo di dignità" è il singolo.
Ma se, preso dal sentimento schiacciante della sua piccolezza e futilità, il singolo perde senso della sua vita, che non si esaurisce affatto nel concetto del pubblico benessere e del livello di vita più alto, egli si trova già sulla via della schiavitù di Stato e, senza che lo sappia né lo voglia, ne prepara l'attuazione.
Si è affascinati e soggiogati dalle verità statiche e dai grandi numeri e si è edotti giorno per giorno della nullità e importanza della singola personalità non rappresentata né personificata da alcuna organizzazione di massa.
Anzi quell'individuo  che sale sulla scena del mondo ben visibile ad ogni parte, e la cui voce è udita in largo raggio, appare al pubblico, privo di critica, come innalzato da un certo movimento di massa, ossia come il portatore della pubblica opinione, e sarà accolto o rifiutato essenzialmente per tale ragione.
Lo Stato diventa quasi una persona viva da cui ci si aspetta ogni cosa.
Ma in realtà esso non rappresenta che il camuffamento degli individui che lo sanno manipolare.
Tratto da "Realtà dell'anima" di C. G.Jung

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