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venerdì 9 giugno 2017

La scienza e l'uomo massa


Se voglio comprendere l'individuo, devo essere in grado di mettere da parte ogni conoscenza scientifica dell'uomo medio e rinunciare a tutte le teorie, per poter porre i problemi in modo nuovo e senza pregiudizi.
La conoscenza scientifica gode non soltanto della stima generale ma è addirittura considerata dall'uomo moderno come l'unica autorità spirituale, la comprensione dell'individuo comporta in certo senso un delitto di lesa maesta, quello cioè di trascurare la conoscenza scientifica.
Si consideri che, da una parte, per il giudizio scientifico l'individuo non è che un'unità che su ripete all'infinito e che potrebbe quindi essere ugualmente contraddistinta da una lettera, mentre dall'altra parte per la comprensione propria l'individuo unico rappresenta l'oggetto più ragguardevole e il solo reale della ricerca, trascurando tutti i dati di leggi e regole che stanno tanto a cuor alla scienza.
Quanto più la cura sarà schematica, tanto più essa provocherà le resistenze giustificate del paziente e tanto più dubbia ne sarà la guarigione.
Oggigiorno si è ormai generalizzata la persuasione che al medico spetta curare l'uomo ammalato e non una malattia astratta, che potrebbe colpire chiunque.
Una formazione orientata per principio sulle scienze naturali è essenzialmente basata su verità statistiche e su conoscenze astratte e dà quindi una visione non realistica, razionalistica, in cui il caso individuale, come fenomeno marginale, non ha parte.
Ma spetta all'individuo di essere vero portatore della realtà, ossia l'uomo concreto in opposizione all'uomo normale a cui si riferiscono le affermazioni scientifiche.
Proprio le scienze naturali tendono a rappresentare i risultati delle loro ricerche come se fossero nati senza alcun intervento dell'uomo; in altre parole l'inevitabile cooperazione della psiche resta invisibile.
Sotto l'influsso delle scienze naturali non solo la psiche, ma anche l'uomo individuale, anzi l'evento individuale patiscono un tale livellamento che non sono più riconoscibili e l'immagine della realtà viene deformata per farne un'idea di medie.
L'efficacia psicologica dell'immagine statica del mondo non va sottovalutata; essa rimuove ciò che è individuale in favore di unità anonime che si ammucchiano in raggruppamenti di massa.
Tratto da "Realtà dell'anima" di G.C.Jung

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