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lunedì 4 settembre 2017

I gioielli celtici e il celebre torquis della principessa di Vix


Segno di distinzione sociale erano i gioielli per i quali i Celti erano noti in tutto il bacino del Mediterraneo.
Il gioiello più caratteristico era il torquis d'oro o di bronzo portato al collo sia dagli uomini che dalle donne.
Il celebre torquis della principessa di Vix in oro massiccio pesa 480 grammi ed è stato realizzato da un abilissimo artigiano che ha assemblato circa 20 pezzi a formare un unico splendido gioiello.
I due grossi tamponi delle estremità recano un cavallino alato realizzato per fusione a cera persa.
Le filigrane e i fili di perle che ne compongono il piedistallo hanno uno spessore di circa 2/10 di millimetro.
Erano comuni anche collane in ambra, corallo  o pasta vitrea colorata, collari piatti lavorati a sbalzo, diademi, orecchini pendenti, bracciali, spille, anelli, cerchi da portare alle caviglie e fibbie preziose per cinture.
Le fibbie erano in metallo a catena e decorate in smalto ed erano elemento essenziale nell'abbigliamento degli uomini e delle donne.
Ai piedi del Mont Lassois in Borgogna, venne ritrovata nel 1953 una splendida tomba celtica.
Era il luogo di riposo di una principessa celtica il cui ricco corredo funerario di fa intendere che per rango doveva essere pari ai principi della sua epoca.
La donna morta intorno ai trent'anni verso il 480 a. C., era sistemata sulla cassa di un carro privato delle ruote e indossava numerosi gioielli: una collana d'ambra, diorite e serpentino, una serie di braccialetti in lignite, un anello da caviglia, fibule con castoni di corallo e naturalmente il pregiatissimo torquis d'oro.
Di fianco al carro era posto un cratere di bronzo con coperchio del peso di 208 kg per 1100 litri di capacità, sicuramente proveniente dalla Magna Grecia.
Serviva per diluire con acqua il vino concentrato e automatizzato con erbe e spezie.
Le coppe antiche e i bacili etruschi rinvenuti sono un'ulteriore conferma di quanto estesi fossero i commerci e gli scambi che i Celti praticavano con tutti i popoli del Mediterraneo.
Tratto da "Miti dei Celti" Atlanti della mitologia

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