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lunedì 28 maggio 2018

Iperborei abitanti di Atlantide?


Leggendo gli scritti di Diodoro Siculo, alcuni studiosi, e in particolare Robert Charroux, hanno ipotizzato che gli Iperborei in realtà non erano altro che gli abitanti di Atlantide.
Nel suo libro Le livre du passé mystérieux Charroux sostiene che gli Iperborei, insediati prima del Diluvio nelle regioni polari, erano le guide e i capi supremi delle genti di Atlantide.
Iperborea, la loro capitale, situata da qualche parte fra l'Islanda e la Groenlandia, sarebbe stata il centro iniziatico degli Atlantidi, il gran Quartiere Generale da cui si emanavano gli ordini.
Charroux, inoltre, si pone alcuni interrogativi riguardo al fatto che questa civiltà tanto avanzata avesse deciso di vivere in un luogo che, sebbene divenuto relativamente temperato (grazie a un miracolo della natura o del loro ingegno), si trovava in una regione polare.
Lo studioso, circa questo mistero, giunge alla conclusione che l'origine degli Iperborei sarebbe extraterrestre, per Charroux, infatti, essi provenivano da un pianeta più decentrato rispetto al proprio sole.
Ma non è tutto. Rifacendosi a presunte trasmissioni orali iniziatiche, l'autore del libro asserisce che essi sarebbero stati gli antenati della razza bianca, inoltre, a causa del livello di gas carbonio presente sul loro pianeta originario, il sangue degli Iperborei non era di colore rosso bensì azzurrognolo.
Un altro ricercatore, Guido Maria Stelvio Mariani, rifacendosi a una non meglio identificata tradizione misterica eleusina (della quale lo stesso sarebbe depositario), afferma che nell'isola di Iperborea viveva un tempo la razza degli Albinei, in seguito estintasi.
Essi erano alti più di due metri, avevano le ossa cave, i capelli e la pelle di colore bianco, ed erano la più antica tra le numerose razze extraterrestri che allora popolavano la Terra.
Fra di essi vi erano esseri con il corpo umano e la testa di un toro (il Minotauro di Creta per esempio), oppure di gatto siamese o ancora di sciacallo (vedi gli dèi egizi Bastet e Anubi) e infine piccoli esseri alati che in seguito, attraverso la tradizione germanica, avrebbero assunto l'identità di gnomi e folletti.
Tratto da Enigmi, misteri e leggende di ogni tempo" di Stefano Mayorca

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