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venerdì 12 aprile 2019

La maestosità delI'India ariana


Dalla conquista che gli arii fecero dell'India nacque una delle più fulgide civiltà che la terra abbia mai conosciuto.
Imperi grandi, capitali immense sorsero sulle rive del Gange.
Le tradizioni storiche dell' India parlano con fervore della regale opulenza, dell'eroica grandezza e del cavalleresco spirito di quelle antiche età.
Nulla potrebbe eguagliare la nobiltà e la fortezza di un re ariano dell'India nell'atto di erigersi sul carro di guerra alla testa di innumeri elefanti, cavalli e guerrieri, mentre un vedico sacerdote lo consacra.
Nel Mānavadharmashāstra si legge: "I dominatori del mondo, che nell'ardore della reciproca distruzione spiegano tutto il proprio vigore sui campi di battaglia senza mai volgersi indietro, ascendono dopo la morte direttamente al cielo".
Essi si dicono infatti discendenti degli dèi..
L'obbedienza filiale, il coraggio militare, accompagnato da un sentimento di protezione generosa di fronte a tutti, ecco l' uomo ideale.
La donna invece ci viene raffigurata dall'epopea indiana umile serva dei bramini, sotto i tratti della sposa fedele.
Tale epopea non rivela il mistero profondo del miscuglio delle razze e la lenta incubazione delle idee religiose, che produssero i profondi cambiamenti nell'organizzazione sociale dell' India vedica, poiché la pura razza conquistatrice degli arii si trovò fra altre molto mescolate e molto inferiori, strano incrocio di tipi gialli e rossi, che per mille sottili gradazioni discendevano dal nero.
La civiltà indù quale immensa montagna avente alla base la razza melanica, sulla vetta i puri e intorno ai fianchi gradazioni infinite di razze miste.
Questi incroci avvennero perché nell'epoca primitiva la separazione delle caste non era rigorosa, sicché la purità della razza conquistatrice andò sempre più alterandosi nel corso dei secoli.
Anche oggi è dato notare come il tipo ariano predomini nelle classi elevate e quello melanico in quelle inferiori.
Tratto da "I grandi iniziati.Volume primo" di Edoardo Schuré

venerdì 22 marzo 2019

Lotta tra le razze bianca e nera e la nascita dei semitici e gli ariani


Fu in principio la lotta tra i bianchi quasi selvaggi, uscenti da foreste e da abituri lacustri, di null'altro armati che di archi, lance e frecce dalle punte di pietra e i neri dalle armi di ferro e le armature di rame, forniti di tutte le risorse tratte dall'industriosa civiltà e dalle città ciclopiche.
Schiacciati al primo urto, i bianchi condotti prigionieri divennero in massa gli schiavi dei neri, che li costrinsero a lavorare la pietra e a trasportare il minerale nei loro forni.
Però alcuni prigionieri, riusciti a fuggire portarono nella patria loro gli usi, le arti e anche frammenti di scienza dei loro vincitori.
Cosi appresero dai neri due cose principali: la fonditura dei metalli e la scrittura sacra, ossia l'arte di fissare certe idee mediante segni misteriosi e geroglifici su pelli di animali, su pietra e su corteccia dei frassini.
Questa fu l'origine dei runi celti.
La lotta fra le due razze bianca e nera oscilló per lunghi secoli dai Pirenei al Caucaso e dal Caucaso dell'Himalaya.
Le foreste servirono lungamente di sicuro asilo ai bianchi che potevano celarvisi  come fiere per riuscirne al momento propizio sempre più arditi, agguerriti e meglio armati di secolo in secolo.
Così finalmente ottennero la rivincita, atterrando le città dei neri, cacciandoli dalle coste d'Europa e invadendo quindi a loro volta il nord dell'Africa e il centro dell'Asia occupato da colonie melaniche. 
La fusione delle due razze avvenne in due modi: o per colonizzazione pacifica, o per conquista bellicosa.
L'origine dei popoli detti semitici si ritiene sia avvenuta ove i coloni bianchi sottomessi ai popoli neri ne avrebbero accettato la dominazione ricevendo
dai loro sacerdoti l'iniziazione religiosa.
Tale perciò sarebbe anche l'origine degli egiziani avanti Manete, degli arabi, dei fenici, dei caldei e dei giudei.
Invece le civiltà Ariane si sarebbero formate ove i bianchi, vincitori nelle guerre e nelle conquiste avrebbero regnato sui neri, e così ritroveremo l'origine degli irani, degli indù, dei greci e degli etruschi.
Ma sotto la denominazione di popoli ariani includiamo anche tutti i popoli bianchi rimasti nell'antichità allo stato barbaro e nomade, come gli sciti, i geti, i sarmati, i celti e più tardi i germani.
Presso i semiti, ove l'intellettualità della razza nera dominò primitivamente, si nota una tendenza al monoteismo, che supera l'idolatria popolare; il principio dell'unità del Dio nascosto e privo di forma, è sempre stato il dogma essenziale dei sacerdoti della razza nera e della loro iniziazione segreta.
Invece nei bianchi vincitori o rimasti puri si nota la tendenza al politeismo, alla mitologia ed alla personificazione della divinità, e questo proviene da loro amore per la natura e dal loro culto appassionato per gli avi.
Tratto da "I grandi iniziati. Volume primo" di Edoardo Schuré

lunedì 18 marzo 2019

Le profetesse della razza bianca


Nel clan, nella comunità, tutti parlano del fatto meraviglioso, e la quercia ove la donna ispirata ha veduto l'apparizione diventa un albero sacro.
La riconducono là sotto, ed ivi, per influsso magnetico della luna che l'immerge in uno stato di visione, ella continua a profetizzare nel nome del grande Avo.
Questa donna e altre simili evocheranno le diafane anime degli avi dinanzi alle folle palpitanti che le vedranno o crederanno di vederle attirate da magici incantesimi fra le brume ondeggianti alle trasparenze lunari.
Così il culto degli avi si stabilisce nella razza bianca all'origine stessa della vita sociale e il grande Avo di viene il dio della colonia.
Ecco il principio della religione.
Attorno alla profetessa si raccolgono ad osservarla nei sogni lucidi, nelle estasi profetiche, i vegliardi che studiano i suoi diversi stati, controllano le sue rivelazioni,  interpretano i suoi oracoli.
E notano che quando profetizza nello stato di veggente il viso suo si trasfigura, ritmica diviene la sua parola ed elevata la voce, che proferisce gli oracoli cantando su una melopea grave e significativa.
Così sorge il verso, la strofa, la poesia e la musica che presso tutti i popoli ariani furon detti di origine divina.
In Asia, nell'Iran e nell'India, ove i popoli di razza bianca fondarono le prime civiltà  ariane mescolandosi con quelli di vario colore, gli uomini presero rapidamente il sopravvento sulle donne in fatto di ispirazione religiosa, sìcche ivi non intendiamo parlare se non di savi, rischi e profeti, mentre la donna, calpestata e sottomessa rimane sacerdotessa solo presso il focolare.
Ma in Europa la traccia della parte preponderante assegnata alla donna si rinviene presso i popoli di identica origine rimasti barbari per migliaia di anni, e trasparisce nella Pitonessa scandinava, nella Völuspà dell'Edda, nelle druidesse celtiche, nelle donne divinatrice che seguivano gli eserciti germanici e decidevano il giorno delle battaglie, e fino nelle baccanti della Tracia, che emergono nella leggenda di Orfeo.
Così la veggente preistorica si perpetua nella Pizia di Delfi.
Le primitive profetesse della razza bianca si organizzarono in collegi druidici, sotto la sorveglianza dei vegliardi dotti o dei druidi, gli uomini della quercia.
In principio non furono che benefattrici e con loro intuito, con la loro divinazione, con loro entusiasmo, diedero un vigorosissimo impulso alla razza.
Ma la rapida corruzione e gli enormi abusi di questo istituto erano inevitabili.
Sentendosi padrone dei destini del popolo le druidesse vollero dominarlo in ogni modo, tentavano di regnare col terrore, imponendo i sacrifici umani che diventano elemento essenziale del loro culto.
Mediante ecatombi umane, si inviavano i viventi ai morti come messaggeri, credendo di ottenere in tal modo i favori degli avi.
Divenne un formidabile strumento di dominazione, esempio luminoso del pervertimento, che fatalmente subiscono i più nobili istinti della umana natura quando più non sono padroneggia ti da una sapiente autorità, che una coscienza superiore diriga verso il bene.
Abbandonata alla mercé dell'ambizione e della passione personale, l'ispirazione degenera in superstizione, il coraggio in ferocia e la sublime idea del sacrificio si muta in strumento di tirannia, in profitto perfido e crudele.
Tratto da "I grandi iniziati. Volume primo" di Edoardo Schuré

venerdì 15 marzo 2019

Le razza rossa, la razza nera e la razza bianca

La razza rossa occupava il continente australe oggi sommerso; quel continente che Platone, seguendo le tradizioni egiziane, chiamò Atlantide.
Un formidabile cataclisma lo distrusse in parte e ne disperse gli avanzi.
Molte razze polinesiane, come anche gli indiani dell'America del Nord e gli Aztechi trovati nel Messico, sono i superstiti di quella antica razza rossa, la cui realtà ormai perduta per sempre, ebbe una vita fulgida di gloria e splendori.
Dopo questa, la razza nera entrò nel dominio.
Bisogna cercarne il tipo superiore anziché nel nero degenere, nell'abissino e  nel nubiano, in cui si conserva il modello della razza giunta già dall'apogeo.
I neri invasero il sud dell'Europa nei tempi preistorici e ne furono scacciati dai bianchi.
Il loro ricordo si è cancellato completamente dalle nostre tradizioni popolari; essi vi hanno però lasciato due impronte indistruttibili; l'orrore del dragone, che fu l'emblema dei loro re, e l'idea che il diavolo è nero.
I neri restituirono l'ingiuria alla razza rivale facendo il bianco il diavolo loro.
Nei tempi della loro sovranità i neri ebbero centri religiosi nell'alto Egitto e nell'India, e le loro città ciclopiche si estendevano lungo le creste montuose dell'Africa, del Caucaso e dell'Asia centrale.
La loro organizzazione sociale consisteva in una teocrazia assoluta.
Al sommo della scala sociale stavano i sacerdoti, temuti come dei, all'imo tribù brulicante, senza famiglia riconosciuta con la donna schiava
Questi sacerdoti avevano conoscenze profonde fra le quali il principio dell'unità divina dell'universo e il culto degli astri, che sotto il nome di sabeismo si infiltrò presso i popoli bianchi.
Ma fra la scienza dei sacerdoti neri e il grossolano feticismo delle masse non c'erano intermediari, non c'era arte idealista, né mitologia suggestiva.
In questa razza, possente per la resistenza fisica e l'energia passionale e la capacità di attaccamento, la religione rappresentò il regno della forza terrificante.
La natura e Dio non apparvero quasi alla coscienza di questi popoli fanciulli che era sotto la forma del dragone, il terribile animale antidiluviano dipinto sulle bandiere dei re e scolpito dai sacerdoti sulla porta del loro templi.

Se il sole africano ha generato da razza nera, si può dire che i ghiacci del polo artico hanno veduto spuntare la razza bianca.
Sono i popoli iperborei, di cui parla la greca mitologia, uomini dai rossi capelli e dall'occhio glauco, discesi dal Nord attraverso le foreste illuminate dai bagliori boreali, seguiti da cani e da renne, comandati da capi temerari e spinti da donne veggenti.
Crini d'oro e occhi azzurri; colori predestinati.
Questa razza doveva inventare il culto del sole e del fuoco sacro, recando fra gli uomini la nostalgia del cielo, contro il quale talvolta sentirà impulsi di ribellione fino a tentarne la scalata, mentre altre volte si postrernerà davanti ai suoi splendori in una adorazione assoluta.
Come le altre razze, anche la razza bianca dovete liberarsi dallo stato selvaggio prima di assumere coscienza di sé.
Segni suoi distintivi sono l'amore alla libertà individuale, la sensibilità riflessa, che crea il potere della simpatia, e il predominio dell'intelletto che dà all'immaginazione un'inclinazione idealista e simboleggiante.
La sensibilità dell'anima produce l'attaccamento, la preferenza dell'uomo per una sola donna e quindi la tendenza di questa razza alla monogamia donde il principio coniugale e la famiglia.
Il bisogno di libertà, congiunto con quello della socialità, creò il clan col suo principe elettivo, e l'immaginazione ideale creò il culto degli avi, radice e fulcro della religione presso i popoli bianchi.
Tratto da "I grandi iniziati. Volume primo" di Edoardo Schuré

lunedì 11 marzo 2019

Le origini dell'umanità secondo la tradizione esoterica


Le quattro razze che presentemente si dividono il globo, sono figlie di terre e di zone diverse e i continenti, emersi dal mare ad intervalli considerevoli, che gli antichi sacerdoti dell'India chiamavano cicli interdiluviani, sono creazioni successive e lente elaborazioni della terra operosa.
Attraverso le migliaia di anni ogni continente ha prodotto la sua flora, la sua fauna coronate da una razza umana di vario colore.
Il continente australe, sommerso dall'ultimo grande diluvio, fu la culla della razza rossa primitiva e gli indiani d'America non sono che i residui derivati da trogloditi, i quali si rifugiarono sulla cima dei monti quando il loro continente scomparve.
L'Africa è madre della razza nera, che i greci dissero etiopica, e l'Asia diede alla luce la razza gialla, che si conserva nei cinesi.
La razza bianca, ultima venuta, uscì dalle foreste dell'Europa fra le procelle dell'Atlantico e i sorrisi del Mediterraneo.
Tutte le varietà umane risultano da miscugli, accozzaglie, degenerazioni o selezioni di queste quattro grandi razze.
Nei cicli precedenti, la razza rossa e la razza nera hanno regnato successivamente con civiltà potentissime, che hanno lasciato tracce nelle costruzioni ciclopiche e nell'architettura del Messico.
I templi dell'India e dell'Egitto contenevano dati e tradizioni sommarie riguardanti queste civiltà svanite.
Nel ciclo presente la razza che domina è quella bianca e, misurando la probabile antichità dell'India e dell'Egitto, si può far risalire la sua preponderanza a sette o ottomila anni
Questa divisione in quattro razze successive ed originarie era ammessa dai più antichi sacerdoti dell'Egitto e rappresentata con quattro figure di tipo e colore diversi nelle pitture del sepolcro di Seti I a Tebe.
La razza rossa ebbe nome Rot; quella asiatica, di colore giallo ebbe nome Amu; la razza africana, di colore nero, Halasiu; e la razza libico-europea, di colore bianco e con i capelli biondi, Tamahu.
Stando alle tradizioni bramaniche, la civiltà avrebbe cominciato a mostrarsi sulla nostra terra nel continente australe con la razza rossa, quando l'Europa intera e parte dell'Africa erano ancora sotto il livello delle acque.
Queste mitologie parlano anche di una razza anteriore di giganti, e in talune caverne del Tibet si rinvennero ossa umane gigantesche, la cui conformazione rammenta più la scimmia che l' uomo.
Esse appartengono ad un'umanità primitiva, intermediaria, ancora prossima alla animalità e priva di linguaggio articolato, di organizzazione sociale e di religione.
Tratto da "I grandi iniziati. Volume primo" di Edoardo Schuré

Il significato letterale del nome Adam è "rosso", la tradizione atlantidea essendo stata precisamente la tradizione della razza rossa; sembra anche che il diluvio biblico corrisponda direttamente al cataclisma in cui sparì Atlantide, e di conseguenza non possa essere identificato con il diluvio di Satyavarata il quale, secondo la tradizione indù, che procede direttamente dalla Tradizione primordiale, precedette immediatamente l'inizio d nostro Manvantara.
Il ciclo atlantideo pare essere stato preso come base della tradizione ebraica, che la trasmissione sia avvenuta attraverso gli Egiziani. 
René Guénon "Forme tradizionali e cicli cosmici"

venerdì 26 ottobre 2018

La guarigione del mondo passa dal femminile


....la guarigione si ha soltanto quando quando cessa "il rifiuto della femminilità"...
La connessione tra gli uomini non passa per la superiorità, che isola, bensì per la debolezza: l'umano bisogno di senso di comunanza...Jung
Leggendo Schreber come un profeta... come sperimentatore profetico, che sperimentò nel suo corpo l'Assunzione di Maria mentre sconta i suoi anni... in manicomio, dove il muro che divide la medicina dalla religione si apre,....furono l'introduzione letterale alla sua nuova teologia della beatitudine dell'anima attraverso l'evirazione.
Per molti aspetti i deliri di Schreber sono profezie dei letteralismi di oggi: il movimento femminista; 
l'ipotesi di Gaia, per cui il pianeta sarebbe un organismo femminile; le psicoreligioni del matriarcato e delle Dee; 
il fondamentalismo di credenze letteralizzate.... l'androginia bisessuale come condotta consigliata... 
l'invasione del mondo umano da parte degli alieni...
l'ambivalente magia del cibo.
Verità o Delirio? o, forse l'una e l'altro?...
Lasciamoci guidare da Perceval: ascoltiamo con orecchio poetico, mercuriale.
Per Schreber l'evirazione era parte integrante di una nuova cosmologia, in cui non si sarebbero più perpetrati assassinii dell'anima, una cosmologia in cui la psiche sarebbe tornata alla vita: esse in anima, essere in un'anima che dispensa il piacere.
Se abbiamo scelto di ascoltare la voce di questo profeta, avventurandoci in territori poco frequentati della teologia e della politica e arrendendoci a nostra volta a una nostra missione, lo abbiamo fatto per liberare la teologia dalla sua fissazione nel delirio della rivelazione e la politica dalla fissazione nel suo stato paranoide, così da richiamarle entrambe al servizio dell'anima.
Tratto da "La vana fuga dagli dei" di J. Hillman

venerdì 19 ottobre 2018

Maria Maddalena insabbiamento storico?


Prima di muovere un passo, dobbiamo imparare a distinguere il vero dal falso, l'effimero dall'imperituro e soprattutto dobbiamo imparare a distinguere la Scienza del cervello dalla Sapienza dell'Anima, la dottrina dell'Occhio da quella del Cuore.
Supponiamo che deliberatamente qualcuno nella storia abbia voluto disperdere qualsiasi traccia di questa figura di leader femminile, che era la principale esponente della schiera degli apostoli che hanno seguito la vita spirituale del maestro Yesuha ben Joseph detto Gesù, attribuendo invece ad altre figure meno meritevoli l'eredità messianica del Cristo.
Supponiamo inoltre che questa operazione d'insabbiamento sia avvenuta lentamente nella storia della Chiesa.
Quello che è accaduto nel tempo è che i ministri della Chiesa romana delle origini, a seguito dell'espansione del potere che questa istituzione cominciava ad ottenere, hanno preferito mantenere una linea particolarmente studiata di tipo maschilista e misogena per evitare l'affermazione della figura femminile nelle alte sfere di controllo della comunità.
Per cui hanno finito per dare sempre meno spazio a queste manifestazioni originali imponendo una linea e una dottrina molto diversa da quello che forse era nata ed era stata condotta da Gesù in Galilea....
Non possiamo escludere la possibilità che un apostolo di nome Giovanni potrebbe essere stato realmente presente fra i numerosi affiliati che seguivano Gesù.
Niente avrebbe ostacolato il fatto che questi poteva anche essere un uomo giovane (come sovente  viene ritratto nelle varie opere pittoriche).
Ma ritengo che questa persona, quest'apostolo, anche se realmente esistito, sia stato utilizzato, proprio a causa della sua età e delle sue giovani sembianze, prevalentemente per nascondere uno degli apostoli più importanti e fondamentali che avrebbero portato risalto al vero messaggio di Yesuha ben Joseph - Gesù.
Un apostolo che aveva alcune peculiarità che lo rendevano pericoloso; era una donna, ma quanto più importante, deteneva il vero messaggio messianico fedele e più vicino a quello che  Gesù aveva trasferito nei suoi anni di predicazione in Galilea.
Quell'apostolo era Maria Maddalena.
...dobbiamo notare che la direzione attuale che la Chiesa cristiana ha intrapreso, potrebbe non necessariamente aver centrato l'obbiettivo che Gesù si era configurato...
(È innegabile che la Chiesa abbia in tutti i modi voluto censurare qualsiasi iniziativa di ricerca privata al di fuori del proprio diretto controllo e veto)
Forse pochi sono al corrente che dopo il concilio di Tolosa del 1229 vi era da parte delle autorità cattoliche il divieto relativo alla traduzione, possesso e uso di traduzioni volgari non autorizzate della Bibbia.
Si temeva il pericolo della diffusione di idee giudicate eretiche.
In varie parti d'Europa si verificarono dunque roghi di copie non autorizzate e sanzioni di natura spirituale ai lettori di tali versioni.
(I vangeli scomparsi nel tempo e quelli ritrovati ma velocemente smentiti nella loro autenticità...)
Il Vangelo di Maria o Vangelo di Maria Maddalena è un vangelo gnostico, scritto in lingua copta (all'incirca verso il 120-180 d.C.) a partire da un proto-testo greco.
Il Vangelo di Maria, al pari di molti altri vangeli gnostici, è andato perduto con l'estinguersi dello Gnosticismo.
(Ancora oggi viene fatta censura attraverso rapide smentite di validità dei reperti come il Vangelo della Moglie di Gesù)
A Roma nel settembre 2012 alla conferenza internazionale di studi Copti, la dottoressa Karen King...annuncia al mondo il ritrovamento di un frammento di papiro su cui sono ancora parzialmente leggibili alcune frasi nelle quali si leggono le parole: "Gesù disse a loro [..] mia moglie...", e poi ancora: "...lei sarà in grado di essere mio discepolo"...
La King fin da subito ha sottolineato che, nonostante questo potrebbe essere l'unico testo conosciuto in cui Gesù si riferisce direttamente a una moglie, esso non rappresenta tuttavia prova certa che fosse sposato, quanto piuttosto che alcuni dei primi cristiani lo credevano...
Una notizia così clamorosa potrebbe essere potenzialmente pericolosa per l'attuale status quo religioso, ed è quindi naturale che si porti automaticamente dietro anche qualche dubbio e tante critiche... per il peso enorme che pochi tratti di inchiostro (fu ritrovato solo un frammento) potrebbero avere nei confronti di uno dei dogmi più assoluti della storia dell'umanità; il celibato di Cristo su cui poggia l'intero maschilismo fondante la Chiesa cattolica romana.
Con troppa facilità su questo oggetto sono state sfornate ad arte contro-opinioni mirate alla repentina smentita della sua autenticità.
Troppo pericolosa la possibilità che il pezzetto possa essere autentico per non far venire all'istante, alle alte sfere porporate, la necessità di una smentita...
"Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta" Luca 10:42
Tratto da "Il messaggio di Maria Maddalena l'apostola degli apostoli" di Ennio Vocirzio

lunedì 15 ottobre 2018

Il femminino nascente


Il nuovo paradigma che si sta lentamente creando in questi ultimi tempi, e che numerose persone sensibili sono riuscite a sentire, è quello che finalmente la figura femminile, da migliaia di anni relegata ad un ruolo marginale, sta venendo fuori, sta rinascendo, ecco forse qual è il significato della gravidanza della Maddalena.
Maria Maddalena porta nel suo grembo fecondo l'insegnamento segreto di Gesù, la nuova spinta verso una vera evoluzione spirituale dell'umanità, il femminino nascente.
In diverse opere che mostrano il tema dell'Incoronazione della Vergine....viene ritratta una figura femminile giovane con i capelli castani o chiari e con le vesti dai colori normalmente adoperati per raffigurare la Maddalena.
...questo elemento è significativo per comprendere che vari artisti hanno cercato un tutti i modi di lasciare tracce evidenti e informarci che la verità era..che è la Maddalena la portatrice del vero messaggio di Cristo Gesù.
Un tempo il contributo della donna era in perfetta armonia con il creato, la donna era presente ed espletava tutte le funzioni religiose e politiche.
Nell'antico Egitto donne come la regina Hatshepsut (all'incirca 1500 a.C.) erano protagoniste degli eventi e leader di potenti nazioni che governavano con saggezza e con umanità.
Vi erano sacerdotesse con doti spirituali di notevole ampiezza, vi erano scienziati donna e filosofi come Ipazia (all'incirca nel 350 d.C.) che dimostrarono di possedere doti intellettuali straordinarie.
Vi erano donne come Giovanna d'Arco (all'incirca 1400 d.C.) nelle quali erano cristallizzate doti spirituali profonde.
Queste figure e tantissime altre che non elenchiamo, incarnavano il mito isideo della donna promotrice, attiva, forte, perfetta e madre.
Questa corrente femminile, questo flusso di energia è venuto lentamente a prosciugarsi negli ultimi 1500 anni creando una criticità notevole alla nostra attuale condizione mondiale.
Maria Maddalena incarna non solo queste prerogative, ma detiene un messaggio che porta nel suo grembo, un messaggio spirituale importante, congelato nelle opere che la ritraggono e che innesca nelle persone che la venerano scintille luminose di Amore.
Maria Maddalena è l'archetipo del sacerdozio femminile...
"Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta" Luca 10:42
Tratto da "Il messaggio di Maria Maddalena l'apostolo degli apostoli" di Ennio Voci
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venerdì 12 ottobre 2018

Le "Streghe"


Probabilmente fra la schiera delle sfortunate donne che si sono trovate coinvolte nell'eccidio, preceduto quasi sempre da atroci torture, ci sono state anche donne mentalmente instabili o donne che praticavano semplici cure naturali e che quindi conoscevano le mille virtù delle piante medicinali, per non parlare di casi che certamente si sono verificati, di gelosie e ritorsioni politiche delle più impensabili.
Ma una parte di queste figliole era di tutt'altra natura.
C'è chi ritiene che buona parte dell'azione inquisitoria sia stata svolta proprio per stanare un certo tipo di Donne.
Stiamo parlando di donne sapienti che sembravano aver frequentato più mondi, in quanto detentrici di conoscenze antiche e preziose.
Stiamo parlando di Sacerdotesse dal culto di Iside, di Druidesse.
...queste figure prominenti dell'arte della magia ...possedessero reminiscenze antiche di culti che affondavano  le loro origini nella gnosi.
Ci sono prove schiaccianti che numerose di esse fossero concentrate proprio nella zona de Sannio, nell'Italia meridionale.
Secondo lo storico Tito Livio nel 180 a.C. i consoli Publio Cornelio Cetego e Marco Bebio Tanfilo, presero oltre 40.000 prigionieri (Apuani); cioè liguri che si estendevano dalla Provenza orientale fino ai margini della Toscana. Tutte quelle persone vennero trasferite nella prima fase presumibilmente per via terra e nella seconda per mare con spostamento nel Sannio (attuale provincia di Benevento).
Fra i deportati c'erano certamente numerosi Celti quindi sacerdoti e sacerdotesse che seguivano il culto di Iside, il culto della Grande Madre.
...ci risulta che esistevano delle donne meravigliose che avevano una conoscenza dettagliata di svariati principi fitoterapici e metodi di cura alternativi che utilizzavano con perizia e saggezza.
Quando nel 1077 il regno pontificio cominciò il controllo del Sannio, l'organizzazione del clero cominciò, molto lentamente, iniziale repressione su tutte queste strane culture bollando le antiche sacerdotesse come "Streghe"....
Questa strage di donne fu una vera e propria vergogna storica, quasi precipitata nell'oblio, su cui sarebbe doveroso fare più luce e riflettere attentamente....
Una certa lotta contro le donne c'è stata e c'è ancora oggi.
Tutto questo ha determinato l'instabilità dell'asse d'equilibrio del mondo.
La nostra civiltà contemporanea è influenzata da questa società maschilista che segue religioni monoteiste nelle quali un Dio maschile esercita un potere autoritario; una civiltà nella quale, al governo dei poteri politici e spirituali, sono i maschi a stabilire regole e prendere decisioni importanti per il pianeta.
....la nostra società umana ha molto bisogno di femminile più di quanto si possa immaginare.
Tratto da "Il messaggio di Maria Maddalena l'apostolo degli apostoli" di Ennio Vocirzio

lunedì 8 ottobre 2018

L'Inquisizione


L'inquisizione era l'istituzione ecclesiastica fondata dalla Chiesa cattolica che si diffuse all'incirca nel XV secolo per indagare e punire, mediante un apposito tribunale, i sostenitori di teorie considerate contrarie all'ortodossia cattolica (le cosiddette eresie).
Storicamente l'Inquisizione si può considerare stabilita già dal 1184 da papa Lucio III e dall'imperatore Federico Barbarossa.
Fu perfezionata successivamente da Innocenzo III e sai successivi papi Onorio III e Gregorio IX, con l'occorrenza di reprimere il movimento cataro, diffuso nella Francia Meridionale e nell'Italia Settentrionale, e di controllare tutti gli altri movimenti spirituali...
Il movimento Cataro ha le sue origini nell'espansione di ideologie gnostiche, a sua volta prodotte tramite lente trasformazioni nei secoli degli insegnamenti di Maria Maddalena, che si trasferì in Provenza dopo la morte di Gesù....
Questa istituzione, operante in tutta Europa, si dedicò particolarmente alle donne ritenute dotate di poteri malefici e stregoneschi, la così detta Caccia alle Streghe....
Per estensione con "caccia alle streghe" si intendevano fenomeni persecutori di determinate categorie di persone basati sul fanatismo ideologico e su un presunto pericolo sociale atto a scatenare il panico, per cui si giunge a negare i normali diritti di difesa agli accusati e ad avere scarsa considerazione della loro reale colpevolezza o innocenza.
...nella sola Europa nel 600-700.. in cui operò questa inaudita violenza, vennero sterminate dieci milioni di persone di cui la maggior parte donne...
L'eliminazione a tappeto di queste figure controverse le cosiddette "streghe" .... è stata una specie di chemioterapia che ha indebolito l'asse eretico stanziale, agendo quindi come neutralizzatore e bonifocatore di qualsiasi altra forma di dottrina di opposizione..
Tratto da "Il messaggio di Maria Maddalena l'apostolo degli apostoli" di Ennio Vocirzio

venerdì 5 ottobre 2018

Maria Maddalena e la peccatrice


La Maddalena viene scambiata per l'adultera salvata da Gesù dalla lapidazione nel Vangelo di Giovanni in Giovanni 8:1-11.
...Non ci viene tramandato neanche il nome della donna..
L'accostamento tra Maria Maddalena e l'adultera redenta risale in realtà all'anno 591 d.C., quando il papa Gregorio I detto papa Gregorio Magno, basandosi su alcune tradizioni orientali, in un suo sermone identificò le due figure.
...di recente la Chiesa di Roma nel 1969 ha riconosciuto l'errore di papa Gregorio Magno.
Una confusione maggiore si verificò quando venne interpretato il passo del Vangelo di Luca circa l'unione di Betania.
"Ed ecco una donna in città, che era una peccatrice, quanto lei seppe che Gesù sedeva nella casa dei Farisei, portò una scatola di unguento, e si levò in piedi ai suoi piedi dietro di lui piangendo, e iniziò a lavare i suoi piedi, e li pulí con i capelli della sua testa, e baciò i suoi piedi, e li unse con l'unguento" Luca 7:36-50.
I versetti di Luca 8, 1-3, dove si nomina Maria di Magdala come donna guarita da Gesù, "dalla quale erano usciti sette demoni", si trova nel racconto di Luca subito dopo l'episodio della donna innominata...
È.. ragionevole pensare che che l'adultera sia tutt'altra persona e che la persona che ha redatto il Vangelo attribuito a Luca abbia utilizzato l'appellativo "peccatrice" in maniera impropria..
La donna che espletato l'unzione a Gesù è stata proprio Maria Maddalena.
Ma in nessun caso questa figura può essere associata a una peccatrice..
I versetti di Luca... "dalla quale erano usciti sette demoni", hanno un significato completamente diverso: quando da una persona escono i sette demoni significa che l'adepto è puro.
Le sette categorie principali delle tentazioni che sono vicine ad una vita materiale e dissoluta sono state superate....
Quindi una donna dalla quale erano uscito i sette demoni era semplicemente l'affermazione che Maddalena era riuscita a superare queste sette tentazioni e quindi, probabilmente, era la discepola più meritevole e più vicina alla purezza del suo Maestro...
Pochi sono al corrente che dopo il concilio di Tolosa del 1229 vi era da parte delle autorità cattoliche il divieto relativo alla traduzione, possesso e uso di traduzione volgari non autorizzate della Bibbia.
Si temeva il pericolo della diffusione di idee giudicate eretiche...
Nel concilio di Trento avvenuto il 1545 venne espressamente vietata la rappresentazione artistica di Maria Maddalena tranne che in posa da penitente...
Tutto questo lascia intendere che durante la storia del cristianesimo questa figura eccezionale e cioè l'apostolo degli apostoli è stata volutamente e deliberatamente ostacolata ed occultata.
...Maria Maddalena non è una prostituta, ella è una donna...di antico lignaggio.
Quest'equivoco.... è stato perpetrato nella storia per infangare il nome di questa santa: è stato l'espediente più vile e abominevole di cui si è macchiata la Chiesa di Roma dei primi secoli.
Maria Maddalena... la rappresentante.. e simbolo della Pistis Sophia, la vera conoscenza rivelata ed iniziatica che il credente deve comprendere per interiorizzare il reale messaggio di Yesuha ben Joseph detto Gesù.
Tratto da "Il messaggio di Maria Maddalena l'apostolo degli apostoli" di Ennio Vocirzio

venerdì 28 settembre 2018

La Maddalena

Nella raccolta medievale Legenda Aurea viene riportata la tradizione del viaggio di Maria di Mandala, detta La Maddalena, dalla Palestina alla Provenza francese.
Il soprannome “Maddalena” se in ebraico significa “torre”, in aramaico vuole dire “venerata", "eccellente", “fantastica”.
Ma chi era Maria “Maddalena"?
Sicuramente una delle figure più controverse ed enigmatiche della religione cristiana.
La Tradizione popolare tende ancora oggi a credere che fosse una prostituta (nonostante dal 1969 il Vaticano abbia respinto tale interpretazione) e la verità è indubbiamente sempre stata un’altra.
Questo è accaduto perché nel capitolo 7 del Vangelo di Luca si narra la storia della conversione di un'anonima “peccatrice nota in quella città”, colei che aveva cosparso di olio profumato i piedi di Gesù, ospite in casa di un notabile fariseo, li aveva bagnati con le sue lacrime e li aveva asciugati coi suoi capelli.  
Si era così, senza nessun reale collegamento testuale, identificata Maria di Magdala con quella prostituta di Galilea senza nome.
Questo stesso gesto di venerazione viene ripetuto nei confronti di Gesù anche da un'altra Maria, la sorella di Marta e Lazzaro, in una diversa occasione (Giovanni 12,1-8).
L’errore fu ufficializzato nel 591 d.C. da Papa Gregorio Magno che la identificò con la peccatrice penitente supportando una tradizione maschilista derivante dalla società fallocratica dell'epoca biblica (basti pensare che la Bibbia parla del “caso che un uomo venda sua figlia come schiava”. Esodo 21:7).
In effetti erano diverse le “Marie” che seguivano Gesù e che lo assistevano anche economicamente; ne ricordiamo le principali: Maria (la Vergine, madre di Gesù), Maria “Maddalena", Maria di Clèofa (madre di Giacomo "il Minore” e sorella della Vergine Maria), Maria Salomè (madre di Giacomo “il Maggiore” e di Giovanni "Evangelista”) e Maria di Betania (sorella di Lazzaro e Marta).
La figura di Maria Maddalena risulta secondaria nei Vangeli Canonici dove viene nominata solo per essere indicata come una delle donne che seguivano Gesù e che lo assistettero durante la crocifissione.
Tuttavia fu la prima testimone della resurrezione di Cristo: ella, infatti, si recò sola al sepolcro e, trovatolo vuoto, si rivolse ad un uomo che scambiò per giardiniere chiedendo dove fosse deposto Gesù ma Egli, chiamandola per nome, si rivelò a lei affidandole l'annuncio del grande mistero: "Và a dire ai miei fratelli: io salgo al Padre mio e Padre vostro, al mio Dio e vostro Dio”.
E' di grande rilevanza che in un tempo nel quale la testimonianza delle donne, e quindi la loro parola, non aveva valore giuridico, il Cristo affidi il messaggio di resurrezione a Maria di Magdala, facendo di lei la prima mediatrice della Parola, del Verbo incarnato, rendendola "apostola degli apostoli".
Nei Vangeli Apocrifi la figura della Maddalena appare meglio delineata.
Nel Vangelo secondo Filippo (gnostico), del II secolo, è manifestato l'amore tra lei e Gesù, entrambi descritti come l'incarnazione di Eoni divini (Soter e Sophia): "La compagna del Figlio è Maria Maddalena. Il Signore amava Maria più di tutti i discepoli, e spesso la baciava sulla bocca." Vang. Fil. 64,2.
Esiste anche un Vangelo di Maria Maddalena (anch’esso gnostico), redatto in lingua copta e risalente al 150 d.C., derivante da un proto-testo precedente affermato tra le prime comunità cristiane. In esso, nei pochi frammenti di papiro rinvenuti, è evidente che Maria Maddalena fosse discepola prediletta di Gesù tanto da dedicarle un insegnamento “Superiore”.
Nei vangeli di Marco e Matteo, infine, si legge che quando Gesù fu nella casa di Simone Lazzaro a Betania, gli si avvicinò una donna con un contenitore d’alabastro. Questa donna, Maria Maddalena, unse la sua testa con nardo, un unguento prezioso (Mc 14,3; Mt 26,7).  Nella tradizione ebraica, come anche in quella sumera, babilonese e cananea, l’unzione rituale del re è eseguita esclusivamente dalla sacerdotessa reale o dalla sposa reale.
Solo dopo quest’unione rituale con la sacerdotessa il re assume il proprio ruolo di Messia, l’unto..
Il culto di Maddalena si diffuse in Europa e i suoi devoti costruirono numerose chiese in suo onore.
Ma, secondo la leggenda, come avvennero i fatti?
La Maddalena, insieme a Maria Salomè, a Maria di Cleofa ed ad alcuni seguaci (come Giuseppe di Arimatea, lo zio di Gesù) sarebbe arrivata in Francia nel 42 d.C. precisamente nel comune di Saintes Maries de la Mer (vicino Marsiglia) attraversando il mediterraneo con una barca e da lì avrebbe continuato ad evangelizzare il messaggio di Cristo, a guarire, a benedire (in molte località francesi vi sono torrenti e rii chiamati “fonte della Maddalena”) .
È proprio qui che vengono, tuttora, celebrate nel mese di Maggio "le tre Marie”.
La prima chiesa di Santa Maria (Eglise Des Saintes Maries) venne costruita nel IX secolo.
In cima a questa chiesa, in un piccola cappella privata (inizialmente dedicata a San Michele Arcangelo), sono conservati i resti di Maria Salomè e di Maria di Cleofa.
Sembra che la Maddalena proseguì il suo percorso lasciando in questa cittadina le due “Marie”: ella si stanziò a Saint-Maximin-la-Sainte-Baume.
Anche la Chiesa Cattolica riconosce l’arrivo della Maddalena in Francia e parti delle sue reliquie sono nella Cattedrale di San Basilio a Roma.
Nel 1279, gli scavi all’interno della cripta sotto la chiesetta di Saint-Maximin portarono alla luce delle tombe risalenti al I secolo insieme ad un sarcofago di marmo.
Carlo II, conte della Provenza che aveva voluto lo scavo, affermò di essere stato spinto da un sogno in cui gli era apparsa Maria Maddalena.
Una volta aperto, dal sarcofago uscì fuori un profumo molto dolce e i presenti ritennero che fosse l’odore dell’unguento utilizzato dalla Maddalena per mondare i piedi di Gesù prima della sua morte.
Sul sarcofago sono scolpiti diversi momenti della vita di Gesù e di Maria Maddalena.
Nella cripta invece si trova il teschio di Maria ritenuto autentico dagli studiosi; la prova si è avuta quando, essendo state seppellite le spoglie e il sarcofago a seguito dell’invasione saracena nel VII-VIII secolo, grazie al disseppellimento del 1279, Carlo d’Angiò prese il teschio trovato e lo portò a Roma, in Vaticano, dove il Papa Bonifacio VIII (custodendo, la Santa Sede, la mandibola della Maddalena) poté far combaciare le due parti perfettamente.  
Da quel momento Bonifacio VIII affermò che i resti mortali di Maria Maddalena si trovavano proprio a Saint-Maximin.
Sembra che Maria Maddalena morì all'età di 60 anni, nel 63 d.C, a St.Baume, nella caverna dove si era ritirata in isolamento conducendo una vita da penitente.
Fonte: Unlimited Research pagina Facebook

Da una nota tratta dal libro "Testimoni oculari" di Salvatore di Gigli, trovo un chiarimento per quanto riguarda la "storia" della famosa prostituta dei vangeli 
"L'Antico Testamento prevede, per il peccato di adulterio, la pena di morte, anche se non viene esplicitata la modalità...È nel Nuovo Testamento...che si parla chiaramente di lapidazione per questo tipo di reato. Nel targum dello pseudo-Jonathan in Lv 20,10, si prevede lo strangolamento per l'adulterio per una donna sposata e la lapidazione per l'adulterio per una fidanzata.
Se ne deduce che chi doveva essere sottoposta a lapidazione era (una) sposa promessa o fidanzata.
Per la consuetudine del tempo le donne si promettevano già a 12 anni ed un giorno e si sposavano non meno di sei mesi dopo, quanto erano per legge pronte a procreare.
In base a questa linea di ragionamento, l'adultera del passo del Vangelo aveva da poco compiuto 12 anni...se si fosse trattato di una prostituta non ci sarebbe stato il reato di adulterio...Non vi sono indicazioni... che questa donna fosse riconducibile a Maria di Magdala.
La tradizione che voleva che la Maddalena fosse la peccatrice di questo passo, o Maria di Betania, è stata infine esplicitamente rigettata dalla Chiesa cattolica nel 1969, dopo il concilio Vaticano II (1962-1965)

lunedì 7 maggio 2018

I Rotoli del Mar Morto


Era il 1947 quando, sulla sponda occidentale del Mar Morto, un giovane pastore rinvenne i preziosi reperti.
Il fanciullo stava inseguendo una pecora, che si era allontanata dirigendosi fra le dune e, per fermarla, lanciò un sasso in direzione dell'animale.
La pietra finì in una spelonca e frantumò un grande vaso in terracotta che al suo interno celava un antichissimo rotolo.
Accanto a esso vi erano altri rotoli, si trattava di manoscritti risalenti all'epoca degli Esseni, una comunità giudaica palestinese (II secolo a.C. - 70 d.C.), che abitava nel villaggio di Qumran.
Il nome di questa setta significa i "puri" e la loro fede ascetica li portò a separarsi da Tempio di Gerusalemme per vivere in solitudine.
Furono loro a compilare i Rotoli del Mar Morto (o Libri Sacri), il cui contenuto parla di un "fuoco venuto dal cielo", di "fuochi di luce", di "fiamme della lampada di Dio" e dei "carri di gloria"; riferimenti connessi con le numerose apparizioni luminose che in quell'epoca erano state avvistate nel cielo del del deserto di Giuda.
È interessante notare che l'origine dei manoscritti si intreccia con la vita di Cristo il quale, a quanto sostengono alcuni studiosi, fu accolto in seno alla comunità e assimilò gli insegnamenti dei maestri Esseni che, in seguito, avrebbe espresso sotto forma di parabole.
Gli iniziati di Qumran, in pratica, rivelarono a Gesù i dettami segreti della loro dottrina iniziandolo alla sapienza ermetica.
Tra il 68 e il 73 d.C., negli anni della rivolta ebraica, gli Esseni furono sottomessi dai Romani e, per paura della furia devastatrice delle Legioni, i sacerdoti del Mar Morto nascosero i Libri Sacri nelle grotte, dove sono rimasti custoditi per millenni.
Uno dei testi esseni, rinvenuti nel 1954 fu conservato per un certo periodo nel Rockefeller Museum (sito nella parte est di Gerusalemme), noto come il Testamento di Amram, dal nome del padre di Mosè si menzionano i Vigilanti (o Veglianti).
In un altro rotolo, fino a ora tenuto segreto e conosciuto con il titolo di La Nascita di Noè, il leggendario patriarca costruttore dell'Arca viene descritto come perfetto alla nascita, ovvero "colui che conosce le ascensioni" oppure i "viaggi nei cieli" e conosce i misteri legati agli Angeli celesti.
Ciò potrebbe significare che Noè conosceva le leggi segrete che presiedono al movimento del cielo e degli astri.
Il Brontologion, uno dei testi segreti di Qumran, vero e proprio manuale per predire il futuro mediante l'osservazione di alcune zone del cielo nelle quali rombava il tuono, oppure attraverso altri fenomeni naturali.... è possibile che anche l'arte divinatoria e le varie pratiche magiche siano state elargite agli esseri umani dai Veglianti? Il Testamento di Amran descrive, in buona sostanza, esseri-serpente le cui effigi furono rinvenute solo un questo secolo nelle tombe della città di Ur dei Caldei.....
Tratto da "Enigmi, misteri e leggende di ogni tempo" di Stefano Mayorca

venerdì 30 marzo 2018

La puerta del Sol antico calendario litico


Uno studioso di archeologia boliviana, Arthur Posnasky era convinto che la puerta del Sol fosse in realtà un antico calendario, calcolato secondo una scienza geometrica ormai scomparsa, opera di artisti di un potente impero megalitico svanito nel mistero.
La sua interpretazione delle figure simboliche scolpite sul frontone diede vita a una serie di studi portati avanti da alcuni ricercatori, i quali si servirono di calcoli astronomici per fare corpo alle loro ipotesi.
L' idea di questi studiosi si basava sul fatto che alla fine del Terziario la Terra ruotava intorno al Sole in 290 giorni e ognuno di essi durava all'incirca 29 ore.
Il calendario litico comincia dall'equinozio di autunno dell'emisfero sud.
È diviso in quattro parti, separate dai solstizi e dagli equinozi, corrispondenti alle stagioni astronomiche dell'anno.
Ogni stagione è ripartita a sua volta in tre sezioni, che racchiudono un totale di dodici elementi: i dodici mesi dell'anno.
Al centro del bassorilievo troneggia una figura enigmatica: potrebbe trattarsi del divino Creatore Kon Tiki Viracocha, verso il quale convergono due gruppi di esseri alati che corrono lungo tre strisce sovrapposte, raffiguranti le 48 settimane dell'anno.
Anche altri documenti confermerebbero che l'anno pre-colombiano era composto da 48 settimane.
Alcuni ricercatori per comprendere la catastrofe provocata dal Diluvio, la cui violenza ha distrutto l'altipiano del Titikaka, hanno pensato di effettuare uno studio comparato fra il calendario maya e quello peruviano, con l'intento di verificare se gli eventi citati anche nel Popol Vuh (una sorta di bibbia maya), possano suggerire la data approssimativa del cataclisma.
Entrambi i calendari potrebbero essere stati elaborati basandosi sul ricordo traumatico di quel remoto disastro, per divenire strumenti di osservazione e di controllo dei fenomeni astronomici che influiscono sugli eventi terrestri, in modo da prevedere possibili sconvolgimenti che sembrano ripetersi ciclicamente.
Il calendario prefigurato nella puerta del Sol, alla stregua degli altri, potrebbe essere stato concepito per avvisare gli uomini delle generazioni successive che è possibile prevedere eventi catastrofici attraverso particolari segni.
Ma il colossale portale di pietra nasconde altre verità...
Il mistero profondo racchiuso nella puerta del Sol rimane inviolato, sigillato tra le pietre silenti che custodiscono un segreto perduto.
Tratto da "Enigmi, misteri e leggende di ogni tempo" di Stefano Mayorca

lunedì 26 marzo 2018

La puerta del Sol


La puerta del Sol è uno dei monumenti scolpiti più grandi che esistano.
La sua intera massa è stata ricavata, non si sa con quali mezzi, da un unico blocco di andesite largo 4 metri, alto 3 metri e con un metro di spessore il cui peso è di circa 12 tonnellate.
Nel corso del 1800, a causa di alcuni terremoti, l'antico portale cade, viene rialzato e poi cade nuovamente.
Finalmente, nel 1908, il presidente boliviano Ballivian ordina che venga restaurato e innalzato nuovamente.
Dopo aver eretto con immani sforzi l'enorme monolite, la notte seguente un terribile temporale si scatena in quella zona e uno dei numerosi fulmini che squarciano il cielo si abbatte proprio sulla porta del Sole, spaccando il masso in due.
Per fortuna il portale non viene abbattuto, ma gli indios reclutati per quel lavoro fuggono terrorizzati gridando che si tratta del castigo mandato da Illapa, il dio dei loro antenati, il potente dio del tuono e della folgore.
La puerta del Sol nasconde alcuni segreti.
Si dice a riguardo che le figure scolpite sulla parte anteriore del portale rappresentino alcuni cosmonauti chiusi in scafandri stratosferici.
Si tratterebbe di esseri venuti dallo spazio, citati anche nelle Sacre Scritture, le cui caratteristiche sono collocabili a metà strada tra l' uomo e l'animale.
I riferimenti agli dèi Serpente, alla Civiltà-Madre, agli uomini glittolitici e forse anche ai giganti sono palesi.
Queste terre un tempo devono essere state abitate da esseri giganteschi, cosa che viene confermata anche dal ritrovamento di ossa umane di dimensioni eccezionali.
Tratto da "Enigmi, misteri e leggende di ogni tempo" di Stefano Mayorca

venerdì 23 marzo 2018

Lo strano fenomeno antico dei due Soli e il mistero dei giganti


A proposito dell'astro notturno, che nel momento in cui le sue orbite gradualmente si restringevano, questo diveniva sempre più grande e luminoso, tanto da essere scambiato per il Sole.
E inoltre aumentando la velocità di rotazione, al suo movimento apparente si sostitutiva quello reale, che notoriamente procede da ponente verso levante.
Si spiegherebbe in tal modo quel passo dello storico greco Erodoto di Alicarnasso (circa 484-425 a.C.) contenuto nella sua opera più importante (Storie II-142), in cui riferisce di aver letto, negli archivi dell'antico Egitto, la descrizione di uno strano fenomeno astronomico, accaduto in due diversi periodi della più remota antichità; il Sole era stato visto sorgere a ponente e tramontare a levante.
Durante il lunghissimo periodo in cui la Luna era più vicina al nostro pianeta, essendo la forza di gravità della Terra compensata dall'attrazione prodotta verso l'alto dal nostro satellite, il peso di tutto quanto viveva sulla superficie terrestre risultava notevolmente alleggerito, e, di conseguenza, gli organismi crescevano in maniera smisurata, vivendo per lungo tempo.
Gli alberi raggiungevano altezze mai viste prima, gli animali crescevano fino a diventare enormi, come i dinosauri e gli uomini, che avevano dimensioni impensabili.
Si spiega così il mito dei ciclopi, dei giganti e dei titani.
Naturalmente, nei periodi intermedi, e nelle zone in cui l'attrazione risultava più debole, uomini e animali presentavano misure diverse.
Per questa ragione, dopo alcuni cicli, la Terra offriva uno spettacolo estremamente vario, composto da un miscuglio di sopravvivenze: razze in scesa, giganti superstiti, pigmei, esseri intermedi.
Tratto da "Enigmi, misteri e leggende di ogni tempo" di Stefano Mayorca

lunedì 19 marzo 2018

Lo Stato paranoide


La paranoia insita nell'anima dello Stato è il più profondo problema dell'arte di governare è come come governare l'intrinseca paranoia dello Stato in modo che i suoi sintomi non degenerino...
Data questa intrinseca paranoia inconscia si sentirà il bisogno di un  fantasticato nemico creato dalla proiezione e quindi di fantastiche difese contro il fantasticato nemico.
Le situazioni saranno sempre valutate secondo costrutti di forza-debolezza, vittoria-sconfitta....
Risulterà pressoché impossibile stipulare trattati basati sul compromesso....
Per mantenere un governo "al di sopra di ogni sospetto" e all'altezza delle sue idealizzazioni, si renderanno indispensabili le smentite ufficiali.
Scarso sarà l'interesse per l'arte... E qualora lo Stato dovesse intervenire, la sfera estetica renderà... a diventare arte di Stato al servizio di finalità nazionalistiche.
I rapporti con l'estero... tenderanno a provocare negli altri disagio e paura.
La difesa contro la depressione motiverà l'uso di sempre più numerose difese.
Il disprezzo dei deboli, dei malati e dei minorati farà emergere il conflitto...tra sicurezza e compassione...tra il carico degli armamenti per la difesa e il farsi carico del benessere dei deboli.
La paura della dipendenza farà sì che l'autosufficienza venga idealizzata fino all'isolamento...
Sopra ogni cosa, tra i governi e il loro governo vi saranno diffidenza e l'aspettativa di essere ingannati, il che richiederà commissioni di controllo, servizi segreti e il patrocinio di riforme di ogni genere...
Più il governo è rigido nelle sue pretese nei confronti dei governanti e viceversa, più è diffuso il sospetto di corruzione, soprattutto in tema di 'sicurezza'.... tutto ciò che è nascosto è pericoloso e richiede scrutinio continuo e ipervigilanza: sul cibo che mangiamo, sulle notizie che ascoltiamo, sui contratti firmiamo...
Nonostante la promulgazione della nazione-Stato da parte della nazione- Stato, la sua intrinseca paranoia alimenta la sfiducia nelle istituzioni stesse su cui essa poggia....
Le grandi immagini di giustizia, prudenza, equità, senso comunitario e così via, pendono dal cielo senza ricevere accoglienza, essendo in dissesto le forme che dovrebbero contenere le potenze archetipiche...
Lo Stato paranoide fa ricorso ai meccanismi di difesa della proiezione e della formazione reattiva, vale a dire a una semplice più accanita caccia al nemico, al terrorista, al disertore, applicando misure dettate non dall'iniziativa, che è paralizzata dall'ambivalenza ma razionalizzare come reazioni 'puramente' difensive a una minaccia....
Viviamo in uno Zeitgeist di minaccia, in uno stato animico e politico di paranoia...
La minaccia della catastrofe giustifica le misure prese con tuo di essa...
L'idea di inconscio fa sì che i nemici possano riconoscere che ciò che vedono non sono le intenzioni occulte dell'altro, bensì uni schermo, sul quale possono leggere le proprie.
Ogni asserzione fatta sull'altro sarebbe allora autoriflessiva e la minaccia potrebbe ritornare là di dove è partita.
Tratto da "La vana fuga dagli dei" di J. Hillman

lunedì 12 marzo 2018

La teoria delle cinque Lune di Hoerbiger


I popoli sud-americani dividevano i tempi geologici in ere o Soli.
I paleo-peruviani parlavano di cinque Soli: il Sole dell'Acqua Diluviana, il Sole dell'Aria e degli Uragani, il Sole del Fuoco Vulcanico, il Sole della Terra e il Sole dell'Oro, adorato dagli Inca.
Hoerbinger fa coincidere le suddette divisioni con le nostre cinque ere geologiche: l'Archeozoica, la Paleozoica, la Mesozoica, la Cenozoica e la Neozoica, attribuendo a eventi lunari le repentine conclusioni di ogni era.
Secondo Hoerbinger, la Luna che rifulge di luce nei nostri cieli stellati non è stata la  prima Luna che ha ruotato attorno al nostro pianeta.
Ogni periodo geologico ha avuto il suo satellite, che a causa del suo percorso spiraliforme (invece che a ellissi chiusa), generava rotazioni tanto ristrette da entrare in collisione con la Terra.
Naturalmente, per tutto il periodo che prevedeva il terribile urto, non si avvertivano effetti sensibili, che potevano fare presagire l'imminente disastro.
Ma quando l'orbita diminuiva, fino a raggiungere 5,6 raggi terrestri, la forza gravitazionale della Luna cresceva a tal punto da ammassare le acque del pianeta sotto la sua zona di influenza, posta in una fascia permanente di marea altissima.
In quel tempo solo le montagne più alte emergevano dalle acque e nella regione delle Ande il livello raggiungeva i 4000 metri, e proprio a quel livello si depositarono i sedimenti marini tuttora visibili.
Poco prima della collisione, la Luna di disintegrava formando un anello di materiali solidi che ruotavano intorno al pianeta.
Infine, quella massa di detriti si schiantava sulla Terra e tutto quanto rimaneva sotto si fossilizzava a causa della pressione e per la mancanza d'aria.
In questo modo si sono originati i giacimenti di carbone fossile e di idrocarburi.
Una volt terminati l'effetto dell'attrazione, le acque rifluivano verso le terre più basse, travolgendo tutto al loro passaggio.
Iniziava così il periodo in cui le tenebre, come raccontano i miti, ricoprivano la Terra.
Questo avveniva perché la Luna era caduta, e, di conseguenza, il Sole era oscurato da una cortina impenetrabile di vapori e di pulviscolo.
Secondo lo studioso il lago Titikaka e la sua salinità sarebbe dovuta all'ultimo resto di un oceano scomparso, l'ultima grande pozza rimasta dopo il riflusso delle acque verso le zone più basse del pianeta.
Tratto da "Enigmi, misteri e leggende di ogni tempo" di Stefano Mayorca

lunedì 26 febbraio 2018

Le necropoli di Paracas: mutazioni genetiche


Non lontano dalla zona in cui sono visibili le linee di Nazca ci aspetta un sito archeologico di estremo interesse.
È la penisola di Paracas, celebre per le sue vaste necropoli.
All'interno di caverne sotterranee naturali e di camere mortuarie scavate in profondità, sono stati scoperti centinaia di fardos, cesti sacri contenenti mummie rannicchiate in posizione fetale, avvolti in diversi strati di mantis, teli funerari riccamente tessuti e ricamati.
Sebbene l'archeologia ufficiale attribuisca questi splendidi capolavori dell'arte tessile alle culture Parcas e Nazca, Cabrera, al contrario, è convinto che si tratti di esempi di ibridismo culturale, ovvero che siano un lascito della civiltà glittolitica.
Non a caso risulta evidente il contrasto qualitativo fra i mantos e gli altri oggetti funerari rinvenuti nelle medesime tombe: stupefacenti per fantasia iconografica, ricchezza simbologica e raffinatezza di esecuzione i primi; rozzi e primitivi i secondi.
L'attenzione di Cabrera fu catturata da alcune figure dei mantos, che illustrano gli stessi temi contenuti nelle incisioni su pietra, specialmente quella connesse con la serie dedicata alla biologia umana e animale e alla chirurgia dei trapianti di organi, compresi i trapianti di emisferi cerebrali.
Cabrera vanta una preparazione in materia, che gli ha consentito di decodificare i segni simbolici corrispondenti agli organi del corpo, su cui è possibile intervenire al fine di ottenere mutazioni genetiche.
Mediante l'esame comparato di alcune figure, e gli riuscì a comprendere il processo utilizzato per trasformare esseri quasi animaleschi in individui superiori, sviluppandone le facoltà intellettive attraverso il trapianto di codici relativi alla conoscenza.
L'intento di quei disegni così dettagliati era palese: gli uomini glittolitici volevano far sapere di aver compiuto una serie di operazioni volte a modificare la struttura cerebrale e l'aspetto corporeo di esseri appartenenti a specie diverse.
Poiché la civiltà glittolitica aveva previsto la catastrofe che lo avrebbe costretti a lasciare la Terra per trasferirsi su un altro pianeta, decise di affidare le sue conoscenze a quegli esseri fisicamente più idonei a sopportare un periodo di condizioni ambientali particolarmente avverse.
Tali creature, in sostanza, sarebbero diventate depositarie del loro sapere.
Tratto da "Enigmi, misteri e leggende di ogni tempo" di Stefano Mayorca

lunedì 19 febbraio 2018

Cartesio e la sua fantasia dell'orologio


Con Cartesio iniziò ciò che Jung definì "quella stupida fantasia dell'orologio", per cui Dio ha creato una volta per tutte il mondo, e questo fa allora fa tic tac, meccanicamente, come una combinazione di materia morta.
Cartesio fondò espressamente la sua idea meccanica della casualità sul fatto che dio manterrà sempre le sue regole, create un tempo e quindi non può più essere creativo.
...(era) la ratio dello scienziato favorita dal pregiudizio che la materia sia morta è governata solo da leggi meccaniche, mentre quelle non ancora scoperte erano accolte in un alone di mistero.
Dov'era però la psiche, l'Anima mundi? Perlopiù la sua esistenza fu semplicemente negata e ciò che rimaneva era l'Io conscio, sul quale l'Io dei diversi pensatori elaborava le sue teorie: Cartesio lo identifica con la funzione-pensiero (cogito, ergo sum), altri (Spinoza, Hegel) con l'intuizione.
Si dibatteva per situare in qualche organo corporeo - l'equivalente degli dei di un tempo - la sede della psiche: la ghiandola pineale per Cartesio, la circolazione del sangue, il cervello e così via, e poiché non si trovava mai l'anima, si perse l'interesse a tali questioni.
Inesorabile giunse poi la vendetta della dea madre trascurata, nel concretismo sempre crescente del pensiero scientifico e persino religioso.
La realtà dell'anima e la fede cristiana fu fatta a pezzi, dapprima nell'ambito protestante, oggi, in modo crescente, anche nel cattolicesimo.
Ha apertamente trionfato la tesi di Sigmund Freud, oggi accettata di buon grado dai teologi di entrambe le confessioni, secondo la quale la religione è un'illusione complessuale e nevrotica.
Dell'Anima mundi ne esiste ancora un residuo nella credenza superstiziosa nei demoni o nelle "anime d'animali", che possono ossessionare certi uomini (le persecuzioni delle streghe), ma essa fu integralmente "demonizzata" o contrastata senza riserve anche da Freud che mise in guardia Jung dalla montante "marea di occultismo".
Tratto da "Psiche e materia" di Marie Louise von Franz